Gucci Group: in rosso il risultato trimestrale anteimposte

"E’ stato il più difficile trimestre mai affrontato finora". Domenico De Sole, presidente e a.d. del gruppo Gucci, ha commentato così i risultati finanziari del primo trimestre chiuso il 30 aprile scorso. Tuttavia i marchi Bottega Veneta, Alexander McQueen e Stella McCartney si sono distinti grazie alle buone performance in termini di fatturato. Un miglioramento dei conti è atteso già per il secondo semestre.
La trimestrale del luxury group si è chiusa con ricavi a 567,1 milioni di euro dai 607,6 dello stesso periodo di un anno prima (-6,7%). Il risultato operativo è passato dall’utile di 20,4 milioni di euro del primo trimestre 2002 a una perdita di 24,4 milioni. Il risultato al lordo delle imposte è stato negativo per 15,1 milioni (1,7 milioni di profitti nello stesso periodo del 2002) mentre l’utile netto è sceso a 1,2 milioni di euro (35 milioni nello stesso periodo del 2002).
“Abbiamo continuato a ridurre i costi e stiamo consegnando collezioni molto forti per la stagione autunno-inverno”, ha spiegato De Sole, precisando che la collezione di pelletteria Gucci per la prossima stagione ha segnato una netta inversione di tendenza nelle vendite dirette, dal suo arrivo nei negozi di proprietà (seconda metà di giugno). Il manager ha poi aggiunto che le vendite dirette in Giappone e in Asia stanno mostrando una crescita a due cifre, così come quelle di Yves Saint Laurent.
Esaminando il turnover in dettaglio si rileva che i ricavi della divisione Gucci sono scesi del 13,7% a 320,4 milioni di euro, con una flessione per tutte le categorie merceologiche eccetto la gioielleria (+18%). Per Yves Saint Laurent le vendite hanno segnato un -0,7% a 32,9 milioni di euro, mentre Yves Saint Laurent Beauté ha messo a segno un -1,2% a 140,9 milioni di euro. Le altre divisioni, in controtendenza, hanno realizzato un balzo in avanti del giro d’affari pari al 21,3% a 81,5 milioni di euro. In questo comparto si è messa in evidenza Bottega Veneta, che nel trimestre ha realizzato un aumento delle vendite di oltre il 60% a cambi costanti. Tassi di rialzo a tripla cifra, inoltre, per le griffe Alexander McQueen e Stella McCartney.
Il management ritiene possibile un miglioramento delle performance per la seconda parte dell’anno, che beneficerà di un maggiore controllo dei costi. In attesa di una ripresa nella dinamica dei consumi, il gruppo Gucci sembra puntare molto sulle nuove collezioni.
In base a quanto riportato oggi dall’agenzia di stampa Reuters, Pinault Printemps Redoute avrebbe confermato la volontà di acquisire la totalità delle quote del gruppo fiorentino, nonostante le ultime non brillanti performance. Per il retailer francese si tratterebbe infatti di un investimento di lungo periodo in un settore notoriamente ciclico, che nelle fasi di ripresa ha però dimostrato di recuperare più velocemente rispetto all’intero sistema economico considerato nella sua globalità. Attualmente Ppr possiede il 63,7% del capitale di Gucci ma, in base a precedenti accordi con la griffe, si è impegnato ad acquistare la totalità delle quote a 101,5 dollari per azione nel primo trimestre del 2004 (attualmente il titolo quota poco sopra i 98 dollari per azione al Nyse). Il takeover dovrebbe costare alla società non meno di 7,1 miliardi di euro (vedi fashionmagazine.it del 23 maggio).
In vista dell’arrivo del colosso francese, molti si interrogano sul futuro dello stilista Tom Ford e dello stesso De Sole, artefici del rilancio di Gucci, i cui contratti scadranno il prossimo anno. Tutto probabilmente dipenderà dal feeling che si instaurerà fra questi due personaggi e i Pinault. Nonostante le ripetute smentite, da più parti sono emerse le ipotesi di un’uscita di scena per entrambi (vedi fashionmagazine.it del 28 maggio). Li accoglierà Versace, che ha chiuso il bilancio in perdita e si prepara a un piano di rilancio? E’ uno degli scenari ventilati; l’altro vede i due manager pronti a sviluppare prêt-à-porter firmato dallo stilista americano.
e.f.
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