Gucci: accordo per promuovere la filiera del brand e il territorio

Firmata ieri a Firenze un'intesa, che vede coinvolti Gucci, Confindustria e Cna del capoluogo toscano, nonché i sindacati Filtea-Cgil, Femca-Cisl, Ugl e Rsu Gucci, volto a valorizzare e promuovere la filiera produttiva del marchio del lusso e il suo territorio “quale patrimonio di conoscenze unico e di valore riconosciuto, in una logica di sostenibilità economica e sociale”.
Con l'accordo - primo del settore in Italia - nasce anche un comitato paritetico permanente per le politiche di filiera, allo scopo di “adottare buone pratiche per la compatibilità e sostenibilità economica dell'intera catena di fornitura Gucci”. Servirà anche per promuovere modelli di comportamento che garantiscano, a ogni livello, l'adozione degli standard di responsabilità sociale, oltre a un'efficace pianificazione dei diversi periodi del ciclo produttivo. Tra gli obiettivi principali l'organismo elenca anche lo sviluppo del patrimonio culturale, iniziative di formazione e innovazione tecnologica, come pure lo studio di percorsi che facilitino l'accesso al sistema bancario per le piccole e medie imprese.
“Oggi, come ai tempi di Guccio Gucci, i fattori critici di successo della nostra azienda rimangono l'artigianalità, la qualità assoluta, il made in Italy e la passione delle persone che lavorano per questa azienda - ha commentato Patrizio di Marco, presidente e a.d. di Gucci -. Non posso che essere orgoglioso per l'impegno che tutti ci assumiamo per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione di una delle filiere produttive di maggior valore del nostro Paese.”
La griffe della doppia G impiega direttamente oltre 7mila persone nel mondo e alimenta un indotto complessivo di circa 45.000 persone, tra i quali 750 fornitori di primo livello, di cui circa 350 in Toscana.
e.f.
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