Gucci risponde alle accuse sulle condizioni di lavoro denunciate dai commessi cinesi

Gucci ha risposto ieri sera alle accuse mosse da cinque ex dipendenti di un suo negozio monomarca di Shenzhen in Cina circa le condizioni di lavoro definite "inumane" per lo staff di vendita all'interno dello store. Lamentele che nei giorni scorsi erano state riportate sulle pagine del locale giornale di proprietà statale Global Times.
Il gruppo del lusso afferma di aver investigato sui fatti in questione e di aver intrapreso una serie di azioni, tra cui la sostituzione del senior management coinvolto, così come dell'assistant store manager. "L'azienda non tollera e non tollererà tali presunti illeciti", sottolinea una nota.
Gucci intende stabilire un canale di comunicazione confidenziale tra lo staff di vendita e i dirigenti della società presenti negli uffici cinesi ma anche rafforzare il training a cui i responsabili dei negozi sono sottoposti, con la reiterazione delle linee guida previste per la gestione dello spazio commerciale e del personale.
In questo percorso il brand fiorentino si avvarrà anche di un consulente esterno. È sua priorità infatti migliorare i propri standard in ogni ambito e luogo. "La nostra affermazione in Cina, un mercato enorme e in costante crescita, passa anche attraverso il coinvolgimento dei nostri dipendenti", si legge nel comunicato.
e.a.
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