Guerra tariffaria: a rischio l'import di cotone Ue dagli Usa

La guerra scatenata dagli Usa con le tariffe protezionistiche sull'acciaio rischia di danneggiare il tessile-abbigliamento europeo. Tra i prodotti del settore inseriti tra quelli colpiti dalla ritorsione Ue al primo posto c'è l'import di cotone. Il codice doganale 52010090 traduce la voce "cotone sodo" (la dicitura nell'elenco della Ue è: cotton neither carded nor combed - excluded absorbent or bleached). Con oltre 46 milioni di dollari rappresenta il valore importato più consistente del vastissimo pacchetto di prodotti per cui l'Unione europea sta valutando l'ipotesi di aumentare le aliquote tariffarie, in risposta a quanto messo in atto dagli Usa sull'acciaio. A ruota seguono il denim (oltre certe percentuali di cotone) con quasi 45 milioni importati, gli articoli finiti in materiale tessile (43,5 milioni) e, al quarto posto, le T-shirts, canottiere e altri articoli in cotone, con quasi 41 milioni di dollari di import. Per tutte queste voci i dazi saranno aumentati del 30%. Nel complesso l'incremento tariffario nel settore tessile-abbigliamento (con aliquote accresciute tra il 15 e il 30%) comporterà un'imposta addizionale pari a circa 187,127 milioni di dollari (un valore secondo soltanto a quello imposto all'acciaio, pari a 201 milioni di dollari aggiuntivi). In realtà, le importazioni di cotone sodo dagli Usa rappresentano soltanto il 4,9% del totale acquistato ogni anno dalle aziende europee, eppure l'ipotesi di inserire tale voce nella guerra tariffaria preoccupa gli operatori del settore. "Il cotone in questione - spiega Giovanni Robba, responsabili delle Politiche commerciali dell'Associazione tessile italiana - rappresenta una materia prima non prodotta in Europa, con caratteristiche particolari, necessarie per determinate lavorazioni di alta qualità". Inserirlo nella lista dei prodotti da penalizzare, perciò, secondo Robba "è una scelta ingiustificata e autolesionista". "La lista - aggiunge il dirigente dell'Ati - è probabilmente una mossa di avvertimento e potrà essere aggiustata entro l'estate". "Tuttavia - conclude - le associazioni di categoria italiane ed europee si stanno già muovendo per evitare l'adozione di misure che possono danneggiare il settore".
l.t.
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