Guru: Bombay Rayon Fashion va avanti per la propria strada

La margherita di Guru non deve appassire. Anzi, c’è la ferma volontà di farla fiorire ancora, come ai vecchi tempi. I guai con la giustizia di Matteo Cambi e il fallimento della sua azienda, la Jam Session, non spaventano il management di Brfl Italia, la consociata di Bombay Rayon Fashion Ltd che gestisce in affitto il brand da un paio di mesi. E che investe sul suo sviluppo.
Anche se il curatore fallimentare ha tempo 60 giorni per decidere se aderire al contratto o revocarlo, bandendo un’asta per il marchio e per il ramo di azienda Guru, Bombay Rayon va avanti per la propria strada. “In questi casi tutto può succedere – spiega la responsabile comunicazione e ufficio stampa, Gloria De Dominicis, a fashionmagazine.it -. Ma sarebbe assurdo che intercorressero ostacoli al ridare vigore al brand: abbiamo effettuato investimenti e di nuovi ne faremo nei mesi a venire. Non credo che nessun giudice sarebbe intenzionato a mettere sulla strada 150 persone, tra dipendenti dell’azienda (80) e dei negozi”.
Bombay Rayon Fashion fa le cose sul serio, tanto è vero che, oltre ai 33 milioni previsti dal contratto di affitto, il gruppo indiano - che opera nel tessile da oltre 20 anni, con un fatturato pari a 200 milioni di euro - non esclude l’ipotesi di acquistare la label come previsto nel contratto, con un’opzione nell’arco di circa tre anni. Intanto si scommette con concretezza sul futuro del marchio puntando soprattutto sul retail e sulla comunicazione.
“I segnali positivi sono la partecipazione a due fiere di spicco come Pitti Uomo e Bread & Butter – prosegue De Dominicis – e il fatto che a settembre ricominceremo a investire in comunicazione e in pianificazione. Venerdì prossimo inauguriamo un punto vendita nell’outlet di Palmanova, in Friuli, cui faranno seguito analoghe aperture a Madrid e Fidenza il 31 luglio e a Vicolungo ai primi di settembre”. A ottobre è fissato invece l’approdo a Londra, con un monomarca che farà da apripista per quello che è un mercato nuovo. Fra i Paesi di riferimento, oltre all’Italia, alla Spagna e all’Olanda, si punta a far rifiorire Germania e Francia, con l’obiettivo di approdare nei Paesi dell’Europa dell’Est. In India, invece, per il momento non ci sono progetti.
c.me.
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