Haider Ackermann a Palazzo Corsini, tra suggestioni berbere e nostalgie barocche

Atmosfera barocca, ieri sera, nelle sale affrescate di Palazzo Corsini a Firenze: un percorso nella penombra del crepuscolo interrotto da scintillanti lampadari di cristallo. Così l’ospite dell’edizione estiva di Pitti W_Woman Precollection, lo stilista franco-colombiano Haider Akermann, ha accolto i suoi ospiti, con l'anteprima della pre-collezione maschile e femminile "A Carte Blanche named OPIUM-Wardrobe for Men &…Women" (nella foto).
Nella lunga sala di don Bartolomeo un tavolo di 23 metri, con candelabri e alzate d’argento, accoglieva cascate di uva, fichi rossi, ciliegie, tra petali di fiori e bottiglie di cristallo. Nel cortile, inquadrato da una varietà di sedie marocchine e sotto i riflessi delle luci dei lampadari appesi, un grande pianoforte a coda accompagnava la musica dell'ex modella Jamie Bochert.
La moda è come un insieme di ricordi di un lungo viaggio, del quale gli abiti trattengono le suggestioni più forti. E allora ecco le stratificazioni di tessuti laminati o broccati in patchwork complessi per i blouson, i pantaloni comodi e risvoltati alla caviglia, i due, tre gilet sovrapposti che riprendono sulla seta le righe del tight o le stampe leopardate, le babbucce berbere ai piedi. La donna è leggera, verticale, nei pantaloni morbidi di seta impalpabile in toni cupi, dal piombo al viola, con il sopra quasi inesistente: gilet, larghe bretelle, nastri di seta. Quasi un pretesto per tratteggiare il ricordo di un fiore o di un drappeggio.
t.m.
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