Harmont & Blaine: il ritorno di Cannavaro e le novità del gruppo

È ritorno di fiamma tra Harmont & Blaine e Fabio Cannavaro: il capitano della nazionale sarà il testimonial della griffe del bassotto per cinque stagioni, a partire dall’autunno-inverno 2009/2010. L’a.d. Domenico Menniti ha illustrato oggi anche il business plan 2010, che prevede una riorganizzazione del gruppo e la trasformazione di Harmont & Blaine in una holding.
Il calciatore, napoletano doc come Harmont & Blaine, aveva prestato la propria immagine al brand già nel 2006/2007, stagione che culminò con la vittoria dei mondiali in Germania. “Nel 2006 Fabio Cannavaro era nel pieno del vigore atletico. Lo ritroviamo oggi uomo e campione più maturo, che ha mantenuto la stessa espressione da bravo ragazzo di sempre – racconta Menniti -. Il suo sorriso, i suoi occhi sono rimasti identici, splendidi e magnetici. Non siamo stati noi: è stato il pubblico a stabilire che Fabio fosse il perfetto testimonial Harmont & Blaine”.
Entrambi provenienti da una realtà sociale difficile (Cannavaro dalla periferia di Napoli e Harmont & Blaine da Caivano), lo stopper famoso in tutto il mondo e la società di abbigliamento hanno deciso di destinare un contributo alla Fondazione CannavaroFerrara - nata nel 2005 su volontà dei due calciatori a favore di tutti i bambini e minori che vivono situazioni di particolari difficoltà, disagio sociale ed emarginazione - attraverso una campagna portata avanti nelle 27 boutique italiane del gruppo.
L’esposizione mediatica garantita dai prossimi mondiali di calcio, in programma nel 2010 in Sudafrica, e il grado di popolarità in tutti i continenti del giocatore della Juventus e della nazionale costituiranno, secondo le proiezioni dell’azienda, il volano per il consolidamento del piano di espansione internazionale che – dopo Miami, Istanbul e Hong Kong – ha in cantiere nuovi opening a Shanghai, Pechino, Beirut e Il Cairo. Non solo. Le prospettive per il nuovo anno, pur restando improntate alla massima prudenza, prevedono una serie di operazioni che trasformeranno la Harmont & Blaine in una holding. Sono infatti allo studio uno spin off delle attività retail, la creazione di una società che gestirà il segmento food and beverage (ossia l’Harmont & Blaine Café, che dopo Porto Rotondo sbarcherà presto anche a Tel Aviv), l’avvio di una società di diritto svizzero per il business legato al retail nella Confederazione e l’istituzione della Harmont & Blaine Usa, che sarà focalizzata sullo sviluppo del network commerciale americano, partendo dalle prossime inaugurazioni di New York e Beverly Hills.
In attesa del lancio del côté femminile, il cui battesimo ufficiale è in calendario il prossimo giugno a Milano, Harmont & Blaine si appresta ad archiviare il 2009 con un’ulteriore crescita di circa il 10%, con un fatturato a quota 44-45 milioni di euro (nel 2008 era stato pari a 40 milioni, in progresso del 19% rispetto al 2007). E per il 2010 Domenico Menniti è ancora più ottimista, con la previsione di un’avanzata del 15%.
a.t.
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