Hermès: ricavi in aumento del 10% nel terzo trimestre

Sostenute dal +18% nei negozi a gestione diretta e dal rafforzamento di dollaro e yen, le vendite del gruppo del lusso Hermès hanno totalizzato 452,1 milioni di euro nel terzo trimestre, mettendo così a segno un +10,2% (+4,8% a cambi costanti).
Performance negativa, invece, per il segmento wholesale, che interessa principalmente profumi, orologi e la biancheria per la casa (-13% a tassi costanti, ma in miglioramento rispetto al -22% di fine giugno). Il segmento più dinamico nel quarter è quello relativo a “maroquinerie et sellerie”, il più importante in termini di volume d'affari: a 223,5 milioni di euro, ha registrato un +24,8%. L'abbigliamento e accessori, secondo maggiore business in valore, hanno invece raggiunto 91,7 milioni di euro, in progresso del 5,6%. A livello di consumi, l'Asia-Pacifico è risultata l'area più reattiva con un +37,2% (escluso il Giappone, che segna un -0,9%). In Europa Hermès è cresciuto del 3,9%, mentre nelle Americhe ha messo a segno un +12,4%.
I numeri della griffe parigina crescono anche nella valutazione a nove mesi: il fatturato ammonta a 1,3 miliardi di euro (+8,5% e +1,4% a cambi invariati), trainato dal +26,6% di borse, valigie e articoli per l'equitazione. L'Asia-Pacifico si è mostrato il mercato più in accelerazione anche da gennaio a settembre (+33% Giappone escluso, che da solo ha totalizzato un +8,3%). Nelle Americhe Hermès ha beneficiato di un +10,6%, mentre l'Europa ha deluso (-1%).
Per la chiusura dell'esercizio il management stima di superare leggermente l'obiettivo di un giro d'affari in linea con lo scorso anno (a valute costanti). Il calo del risultato operativo dovrebbe risultare del 5%. Il gruppo assicura che continuerà a investire nel retail e anticipa che aprirà un nuovo negozio negli Usa (a Seattle), un altro in Canada (a Calgary), oltre a numerosi progetti in Asia.
e.f.
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