Hermès: scompare Jean-Louis Dumas

È morto all’età di 72 anni, dopo una lunga malattia, Jean-Louis Dumas, pronipote del fondatore e rappresentante della quinta generazione di Hermès. Aveva retto le sorti della maison francese per quasi tre decadi, dal 1978 al 2006, quando lasciò l’incarico per motivi di salute.
Carismatico, brillante stratega, con uno spiccato sense of humour, l’ex presidente e direttore artistico di Hermès ha saputo accrescere la visibilità internazionale del marchio, facendo lievitare gli utili (dal 1986 al 1996 la crescita media annua delle vendite è stata del 24%), inaugurando nuovi segmenti merceologici (come orologi e gioielli) e ingaggiando i migliori stilisti per rinnovare l’immagine del brand. Basti pensare a Jean-Paul Gaultier - considerato da molti firma troppo irriverente per l’”istituzionale” e lussuosa Hermès -, chiamato alla corte della griffe d’Oltralpe nel 2003.
Nato a Parigi il 2 febbraio 1938 da Robert Dumas e Jacqueline Hermès, Jean-Louis studiò legge e scienze politiche al prestigioso Paris Institute of Political Studies, cominciando la sua carriera nel settore nel 1963, come buyer assistant da Bloomingdales a New York. Iniziò a occuparsi del business di famiglia l’anno successivo, conquistando la poltrona di direttore generale nel 1971 e quella di ceo nel 1978, alla morte del padre.
Dumas ha lasciato le redini di Hermès nel gennaio del 2006, passando il testimone a Patrick Thomas, già al fianco di Jean-Louis ai vertici della società. “Era un uomo che riuniva in sé un talento straordinario dal punto di vista sia della creatività, sia del business – ha dichiarato l’attuale ceo, commentando la scomparsa del suo predecessore -. Era un poeta e un commerciante al tempo stesso”.
”È una grande perdita per la Francia – ha detto il presidente Nicolas Sarkozy in un comunicato diffuso dall’Eliseo -. Jean-Louis Dumas ha saputo fare di un marchio storicamente legato alla pelle e alla selleria un emblema del lusso e della modernità, una bandiera della Francia nel mondo. Ha allargato gli orizzonti di attività, senza mai venire meno all’alta qualità dei prodotti”.
a.t.
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