Hong Kong: nuovi opening in vista, ma i consumi rallentano

Nonostante in maggio le vendite a Hong Kong abbiano registrato la peggiore performance dal 2000, i grandi gruppi locali e le griffe internazionali continuano a investire nel retail. Da Armani a Bulgari, una mappa degli opening. Di certo i dati preoccupanti dello scorso maggio, che fotografano l’andamento dello shopping a Hong Kong, non lasciano adito a facili ottimismi: -5,9% in valore e -4,9% in volume. La colpa è dell’aumento della disoccupazione, con conseguente frenata dei consumi domestici: nemmeno l’incremento dei turisti dalla Cina mainland è riuscito a portare una boccata di ossigeno. Per quanto riguarda giugno, le previsioni degli analisti sono ancora peggiori, perché i campionati mondiali di calcio hanno tenuto lontano dai negozi molti consumatori. Entrando, comunque, nel merito del sell-out di abbigliamento e accessori, la performance di maggio, seppure negativa, è migliore rispetto alla media dei consumi: -1,6% in volume, con un -2,6% archiviato dai department store. Senza dubbio la situazione relativa alla moda nell’ex colonia britannica non è facile, come d’altra parte non lo è in quasi tutti i Paesi del mondo. La differenza è che Hong Kong - essendo piccola, concentrata e considerata un paradiso dello shopping - è una vera cassa di risonanza, sia nel bene sia nel male, in termini d’immagine e d’informazione. Se non fosse così, sarebbe difficile giustificare le nuove mega-aperture e i forti investimenti di cui Hong Kong continua a essere oggetto. Basta andare in Queen’s Road, in Central, per vedere la bella e moderna immagine del department store Lane Crawford, completamente rinnovato di recente. Oppure, poco più in là, grande è l’attesa per la prossima apertura, in ottobre, del flagship store Armani, all’interno del Chater Building nell’omonima via, dove inaugureranno, tra gli altri, anche Bulgari e La Perla. Grandi novità pure per Joyce, che sfoggia due nuovi mega store: a conferma, ancora una volta, dell’importanza e del valore di questa insegna che ha fatto la storia della moda nel Far East. Uno dei due negozi, di 900 metri quadri, si trova all’interno di Pacific Place ad Admiral - il migliore shopping center di Hong Kong, dove sta aprendo anche un nuovo Versace - e l’altro, di 1.500 metri quadri, in Canton Road, fa parte dell’Harbour City, il più noto shopping center di Kowloon, dove è in apertura pure un nuovo Prada. “Abbiamo importanti progetti di sviluppo anche in Cina mainland - precisa Adrienne Ma, managing director di Joyce -. Apriremo, tra monomarca e plurimarca, quattro negozi a Shanghai e due a Pechino. Ormai, infatti, non si può più programmare il proprio futuro senza includere questo tipo di espansione cinese”. Infine, un’interessante new entry anche per The Swank Shop, che ha inaugurato un grande punto vendita Swank all'interno del New World Center a Tsim Sha Tsui, in Kowloon.
e.c.
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