Hugo Boss conferma un 2002 senza sorprese

Nonostante la crisi sul fronte consumi, Hugo Boss chiude il 2002 con un giro d’affari sostanzialmente invariato rispetto al 2001. Il dividendo proposto dal board è di 0,75 euro per azione, in linea con il valore dello scorso anno.
Nel giorno della pubblicazione dei risultati di bilancio 2002, la griffe tedesca controllata da Marzotto conferma quindi quanto preannunciato pochi giorni fa (vedi fashionmagazine.it del 17 febbraio): il turnover si attesta a 1.093 milioni di euro dai 1.095 milioni del 2001 (a parità di tassi di cambio, invece, il turnover sale dell’1,3%). I profitti annuali, pari a 74,7 milioni di euro, realizzano il terzo miglior risultato nella storia del gruppo. Il calo, rispetto ai 107,7 milioni del 2001 (valore che tiene conto dell’effetto fiscale derivante dal dividendo speciale di 9,9 milioni di euro), è da attribuirsi principalmente alla diminuzione dei margini di ricavo, alla continua espansione del canale distributivo, ai maggiori accantonamenti al fondo rischi su crediti e agli oneri riportati dal 2001. Lo scorso anno Hugo Boss è riuscita non solo a finanziare investimenti per 68 milioni di euro, ma anche a coprire finanziamenti esterni per 8 milioni di euro.
Sulla base di questi risultati il Cda della maison ha proposto di distribuire un dividendo di 0,75 euro per ogni azione ordinaria e di 0,76 euro per le privilegiate, numeri invariati rispetto al 2001.
e.f.
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