I Mondiali al calcio d’inizio: anche i brand si mobilitano

Con i Mondiali del Sudafrica, i big brand dello sport scendono in campo per una partita decisiva. Se tantissimi marchi della moda hanno messo a punto linee ad hoc e collezioni in limited edition, esistono realtà dell’abbigliamento che hanno raggiunto gradi di coinvolgimento superiore con l’evento, come Nike (nella foto, Luis Fabiano della squadra del Brasile, tra gli atleti della label), Adidas e Puma.
Sono questi i tre principali sponsor tecnici che vestono le 32 squadre del Mondiale (a parte Inghilterra e Honduras, che indossano rispettivamente maglie Umbro e Joma). Oltre a equipaggiare in gara e in allenamento nove squadre con i National Team Kits (dove le magliette in poliestere sono ottenute grazie al riciclo di 13 milioni di bottiglie di plastica), Nike ha creato la linea di abbigliamento e accessori lifestyle True Color. Iniziative focalizzate anche sul fronte distributivo, che in Italia ha, per esempio, visto gli opening milanesi del Nike Stadium di Foro Buonaparte e del temporary Nikefootball Store, 800 metri quadri in corso Vittorio Emanuele.
Difficile, per l’azienda, quantificare l’impatto globale dell’“operazione Mondiali” sul fatturato di Nike, che deve al calcio revenue per 1,7 miliardi di dollari su un totale (2009) di circa 16,7 miliardi (di cui 10 derivanti dalle vendite di footwear e cinque da quelle di abbigliamento). Nel mirino ci sono precisi mercati strategici, come il Giappone e gli Stati Uniti.
La Coppa del Mondo ha un ruolo chiave nell’outlook per il 2010 di Adidas, che prevede un aumento dei ricavi “mid-single-digit”. Il marchio veste 12 squadre e un totale di oltre 200 giocatori. “Sono abbastanza sicuro - dice il ceo Herbert Heiner - che riusciremo a raggiungere vendite record per 1,3 miliardi di euro nel segmento football”. Oltre ai prodotti tecnici (dai capi con la tecnologia Techfit PowerWeb alle calzature F50 adiZero, PredatorX e adiPure), porta la firma di Adidas anche il pallone Jabulani, l’unico con il permesso di entrare negli stadi dei Mondiali.
La responsabilità sociale è uno dei punti chiave della strategia di Puma in Sudafrica. Il marchio ha firmato un accordo con Unep (United Nations Environment Program), cui è connessa la vendita dell’Africa Unity Kit, pacchetto, che comprende abbigliamento e accessori. Ricordiamo anche il kit tecnico PowerCat e, per il segmento lifestyle, l’Africa collection, linea di abbigliamento, calzature e accessori sviluppata in collaborazione con l’artista Kehinde Wiley.
Quest’anno è prevista, anche grazie alla World Cup, una crescita low to mid single-digit a fronte di un giro d’affari 2009 di circa 2,5 miliardi di euro. Si segnala che una versione più approfondita di questo articolo è disponibile sul numero 1748 di Fashion, in uscita oggi.
m.g.
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