I braccialetti portafortuna fanno gola ai cinesi? Da Cruciani solo un no comment

I diretti interessati non confermano né smentiscono, ma il rumour riguardante il presunto interesse da parte di un compratore cinese per Cruciani C (che gestisce la produzione e la distribuzione degli ormai famosi bracciali con i quadrifogli in pizzo macramé) non è sfuggito alla stampa finanziaria. Soprattutto per l'ipotetica cifra che questo gruppo dagli occhi a mandorla sarebbe pronto a sborsare: 68 milioni di dollari.
Secondo quanto scrive Il Sole 24 Ore, una società della moda dell'ex Celeste Impero non baderebbe infatti a spese (l'equivalente della somma per l'acquisto sarebbe pari a circa 51,3 milioni di euro) per accaparrarsi i bracciali-amuleto lanciati prima dell'estate al prezzo di 5 euro e nel giro di pochi mesi diventati un cult, con circa un milione di esemplari venduti. Un successo che ha convinto l'ideatore, Luca Caprai, a spingere l'acceleratore su questo business imprevisto con la messa a punto di nuovi modelli, con prezzi che arrivano fino ai 15 euro: uno per tutti quello con le sembianze del dragone, disegnato proprio in occasione del 2012, anno del Drago per il calendario cinese.
Che questa (per il momento misteriosa) realtà attiva nella Repubblica Popolare faccia sul serio lo dimostrerebbe anche il tipo di offerta che, stando alle indiscrezioni, comprenderebbe l'impegno ad aprire 750 negozi a insegna Cruciani C in Cina e 600 su scala globale. Il format era stato presentato dallo stesso Caprai all'ultimo Pitti Uomo di Firenze insieme all'intera collezione e aveva ricevuto, secondo quanto scrive il quotidiano, 575 richieste da tutto il mondo.
a.t.
stats