I buyer a Milano Moda Uomo: meglio del previsto

Scende il sipario sull’edizione estiva di Milano Moda Uomo: la maggior parte dei buyer ha nel complesso promosso le collezioni - piacevoli, ma non entusiasmanti - considerate in linea con le esigenze di questo periodo. I budget, già ridotti in modo significativo la scorsa stagione, non subiranno particolari variazioni. Con una parola d’ordine nelle scelte: value for money. Nessuno dei più importanti retailer stranieri è mancato all’appello di Milano, così come si sono visti tutti i dettaglianti italiani che contano, anche se le sale delle sfilate sono spesso apparse un po’ vuote perché i buyer hanno cercato di ottimizzare la propria permanenza nel capoluogo lombardo scrivendo gli ordini (anche quelli delle precollezioni donna) nelle varie showroom. Ciò premesso, l’atmosfera è apparsa migliore di quanto si potesse supporre: pressoché tutti i compratori intervistati da Fashion hanno espresso l’opinione che il fondo della crisi si sia già toccato e ora, seppur lentamente e con difficoltà, non si possa che risalire. “Ho visto sulle passerelle proposte con stile, al tempo stesso confortevoli e portabili - ha commentato Tommy Fazio di Neiman Marcus -. È ciò che può desiderare l’uomo in un periodo non facile come l’attuale, nel quale preferisce sentirsi a proprio agio e non essere costretto in abiti troppo strutturati. Interessante anche la palette cromatica, spesso giocata sul contrasto tra i colori scuri, nero in primis, e quelli chiari, naturali. Positivo pure il mix di proporzioni tra giacche e pantaloni”. “Stlisti e aziende si sono mantenuti fedeli alla propria immagine - ha spiegato Marzio Torcianti di Coltorti Boutiques ad Ancona -. D’altra parte, adesso ciò che il mercato premia è proprio la riconoscibilità di un brand. Sul fronte creatività, non abbiamo assistito a particolari voli pindarici, ma nemmeno a delle banalità. Nessuno ha voluto osare più del dovuto, anche perché i tempi non inducono a cambiamenti repentini”.
e.c.
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