I buyer a Milano: arrivi scaglionati, primi pareri positivi

A fronte di un calendario con le sfilate dei grandi diluite da lunedì a domenica, i buyer stanno arrivando a Milano scaglionati e con presenze più selezionate del solito. Sul fronte ordini, i budget verranno nel complesso confermati. Positivi i primi pareri sulle collezioni donna per il prossimo autunno-inverno.
A tre giorni dall’inizio di Milano Moda Donna, si può tracciare un primo bilancio sul calendario della manifestazione, definito da Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda, “il più equilibrato che abbiamo mai avuto”.
A tutt’oggi il primo colpo d’occhio nelle varie sale delle sfilate non segnala ancora il tutto esaurito: anzi, spesso per riempire i posti a sedere si è dovuto ricorrere alle persone con inviti standing.
Buona parte dei buyer internazionali e italiani ha infatti effettuato una scelta precisa riguardo alla durata della permanenza a Milano. In particolar modo, molti dettaglianti del nostro Paese hanno deciso di arrivare all’inizio della kermesse e partire venerdì sera per essere in negozio sabato, oppure di giungere domani e restare fino a domenica, magari per poi volare a Parigi.
Per quanto riguarda i grandi department store americani e giapponesi, già nel capoluogo lombardo dal primo giorno, sembra invece che stiano puntando su un turnover delle presenze.
“Prima il calendario era troppo concentrato ed era impossibile riuscire a seguire tutti i défilé – spiega Alda Ornaghi del grande punto vendita Annamode a Sanremo -. Adesso invece è diventato eccessivamente diluito, costringendoci a restare a Milano troppi giorni o a fare una scelta forzata. Non è nemmeno possibile ottimizzare i tempi scrivendo gli ordini nelle showroom, perché quasi sempre si dà la precedenza ai compratori stranieri”.
“Non credo che il problema sia chi sfila quando, bensì chi sfila dove – dice Federico Giglio delle boutique Giglio a Palermo –. E’ mai possibile che si debba continuare a rimbalzare da una parte all’altra della città a causa delle location sparse un po’ ovunque? Il risultato è che si perde una marea di tempo”.
A favore del nuovo calendario partorito dalla Camera della Moda è invece Joan Burstein di Browns a Londra. “Mi sembra proprio che in questo modo si riesca a lavorare con un po’ più di tranquillità - osserva - avendo tempo anche per visitare le tante showroom milanesi”.
“Credo che questo problema passi in secondo piano, quando si assiste a sfilate valide come quelle che si stanno vedendo a Milano - controbatte Alla Verber, vice presidente di Mercury a Mosca -. Ho trovato splendida Giorgio Armani e decisamente piacevole Anna Molinari. Dalle prime indicazioni emerse sembra proprio che la moda stia tornando a essere molto glamourous, con collezioni belle, d’impatto e portabili”.
e.c.
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