I buyer a Milano: convincono i colori e i tessuti leggeri

Cresce la domanda dai Paesi emergenti, ma la fetta più consistente dei prodotti di lusso è ancora assorbita da Stati Uniti ed Europa. Attenzione, dicono i buyer internazionali e italiani, a non perdere di vista le esigenze dei mercati tradizionali.
L’appello a non pensare solo ai mercati emergenti era stato rivolto durante il convegno di Altagamma da Burton Tansky, presidente e chief executive officer di The Neiman Marcus Group. Stilisti e aziende del made in Italy non devono infatti perdere di vista le esigenze dei clienti tradizionali, americani in primis, cercando di soddisfare la domanda di tessuti leggeri e di colori vivaci.
Pare proprio che il “rappel à l’ordre” sia stato recepito. “Siamo soddisfatti di questo Milano Moda Donna - dice Ken Downing, fashion director della nota catena di grandi magazzini con sede a Dallas -. In passerella abbiamo visto capi femminili e portabili con un’ampia scelta cromatica al di fuori del nero e tante piacevoli stampe, che nell’insieme trasmettono un messaggio di indiscusso ottimismo”.
“Inoltre - aggiunge Downing - i materiali sono quasi sempre leggeri e confortevoli, indicati per un clima che d’inverno non è più così rigido”. Un parere condiviso da molti retailer, anche se qualche dettagliante italiano lamenta, invece, la mancanza di pezzi pesanti: “La maggior parte delle proposte sembra da primavera-estate: ma l’inverno è inverno - fa notare Giovanna Gaudenzi dei punti vendita Gaudenzi a Riccione e Cattolica -. Best-seller della prossima stagione saranno gli abiti in chiffon o viscosa indossati, per ovviare il problema del freddo, con cappotti in maglia”.
Quando si entra nel merito delle tendenze moda, diventa più difficile mettere d’accordo i compratori. “Il mood più forte per il prossimo inverno è quello fine anni Sessanta, inizio anni Settanta a Londra - commenta Silvia Bini delle boutique Bini Silvia a Viareggio (Li) -. In generale gli stilisti hanno dimostrato di avere un occhio attento al mercato, presentando collezioni vendibili e con tanto daywear”.
“Difficile indicare una sola direzione - dice invece Michael Fink di Saks Fifth Avenue a New York -. Tanti infatti sono gli spunti e i riferimenti a periodi passati, che non sempre corrispondono a un’immagine di donna moderna. Ho particolarmente apprezzato la creatività di Jil Sander, Marni e Prada”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Marigay Mackee di Harrods a Londra: “Sfilate all’insegna dell’eclettismo, con proposte forti, non scontate - osserva -. Non è comunque una delle stagioni più commerciali di Milano”. “Per quanto riguarda i budget - aggiunge Mackee - ci manterremo in linea con quelli dello scorso inverno, eccezion fatta per qualche collezione particolarmente bella”. In generale, secondo le indiscrezioni raccolte, la maggior parte dei compratori italiani e internazionali confermerà gli stessi quantitativi dello scorso anno. Resta il problema del super euro, anche se sembra che molte aziende si siano impegnate a non aumentare i prezzi.
e.c.
stats