I buyer internazionali alle sfilate: si spera nel 2009

Non si può parlare di vestiti, senza pensare a chi li si venderà. Un principio imprescindibile in un periodo di crisi economica e finanziaria globale come quello che stiamo attraversando. Nemmeno Milano Moda Donna ne è indenne: il minor afflusso di compratori è evidente.
Se da un lato i buyer sono costretti a selezionare gli show per ottimizzare il tempo di permanenza in città, dall’altro è sotto gli occhi di tutti che nella maggior parte dei défilé si fanno sedere gli standing per riempire le sale. Non mancano all’appello, comunque, i più importanti retailer del mondo, mentre sono assenti le insegne e realtà minori.
L’impressione è che però si sia arrivati al redde rationem. “Nella mia carriera non ho mai vissuto una situazione così difficile - commenta Ron Frasch, presidente e chief merchandising officer di Saks Fifth Avenue con sede a New York -. Il problema è che gli americani vivono nella totale incertezza, a causa delle continue notizie di dissesti e fallimenti di banche e società varie, e pertanto comperano molto meno, addirittura non entrano nei negozi. E New York ne risente particolarmente”. "Bisogna essere molto prudenti - aggiunge Frasch -. Controllare bene gli stock e le spese e soprattutto studiare nuove strategie: è una grande sfida, è come entrare in un territorio inesplorato”.
Rassicura sul fronte lusso in America Michele Norsa, a.d. della Salvatore Ferragamo: “L’impatto di eventi così gravi come il crac di Lehman Brothers si sente soprattutto nelle grandi città e nei maggiori department store - dice il manager - . Ma all’interno di un lungo periodo di crescita serena del settore de luxe, un ‘temporale’ può essere assorbito. Inoltre vediamo buone capacità di recupero nei Paesi emergenti come la Russia, ancora molto forte”. Nell’ex Unione Sovietica si sta però sul chi vive, anche perché la Borsa ha appena archiviato la peggiore settimana dell’ultimo decennio. “Temevamo il peggio per l’avvio della stagione autunnale, invece i consumi sono nella norma - raccontano Mikhail Kusnirovich e la moglie Ekaterina -. Crescono tuttavia le preoccupazioni nel mondo finanziario”.
Corre voce che molti retailer russi abbiano comunicato alle aziende italiane l’intento di non integrare la main collection con il flash di sfilata. Così come si dice che alcuni department store inglesi (ma non sono i soli) siano diventati molto rigidi riguardo alla consegna delle merci e che chiedano tagli o annullamenti se si sforano le date. “Harrods beneficia di una realtà privilegiata, grazie ai numerosi clienti russi e mediorientali - spiega Marigay Mackee, fashion director dell’esclusivo department store londinese -. Non a caso, stiamo vendendo molto bene i top-end brand e tutti i prodotti più costosi. Resta però l’incognità di cosa succederà il prossimo anno”.
E in Italia? La stagione autunnale è partita un po’ più a rilento del solito, ma è ancora presto per capire se la situazione precipiterà oppure no. “Questo inverno sarà difficile anche perché la gente è spaventata - commenta Michele Giglio dei negozi Giglio di Palermo -. Patiremo dei cali, ma ci difenderemo: il settore del lusso risentirà infatti meno degli altri comparti dell’abbigliamento”. “È indispensabile reagire con propositività, anche perché guardo al 2009 con moderato ottimismo - tiene a sottolineare Beppe Angiolini, presidente della Camera dei Buyer e titolare delle boutique Sugar ad Arezzo -. Bisogna prestare ancora più attenzione alla clientela, che sta sulla difensiva, puntando su un mix di prodotti mirato, in grado di comprendere anche una fascia prezzo più invitante”.
A fronte di tutto ciò, alcuni compratori lamentano poca sensibilità da parte delle aziende. Massimo Ferretti, presidente del Gruppo Aeffe, però tranquillizza: “Esistono momenti in cui spingere sulle vendite e altri, come questo, in cui occorre supportare i propri clienti - sottolinea - . È chiaro che non si possono perdere di vista i risultati ma è necessario guardare al lungo periodo (Usa e Giappone torneranno di certo a crescere) e tutelare i retailer, con la maggior parte dei quali abbiamo rapporti di lunga data”. Per quanto riguarda le proposte moda per la prossima primavera-estate, i buyer non rilasciano ancora giudizi definitivi, anche se spesso parlano di collezioni portabili e vendibili. Almeno questo sarà d’aiuto.
e.c.
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