I buyer promuovono le collezioni viste a Milano

Bilancio positivo per le sfilate donna della prossima primavera-estate: i buyer italiani e internazionali hanno promosso a pieno titolo le collezioni milanesi, come non succedeva da stagioni.
A Milano Moda Donna si è tornato a respirare ottimismo: la maggior parte dei compratori conferma che, nel complesso, stilisti e aziende del made in Italy si sono sforzati di proporre collezioni creative, ma anche vendibili e spesso contraddistinte da una spiccata identità.
Molti i consensi raccolti da Dolce & Gabbana, Missoni, Blumarine, Gucci, Roberto Cavalli, Gianni Versace, Giorgio Armani e Marni. “Tante proposte colorate, chic, femminili e caratterizzate da incredibili dettagli: perfette per il nostro mercato”, dice a fashionmagazine.it Majed J. Al Sabah di Villa Moda a Kuwait City, che investe ben l’80% del proprio budget a Milano.
“Una stagione decisamente buona, con tante ottime collezioni – conferma Ron Frasch di Saks Fifth Avenue -. Aumenteremo in modo significativo gli acquisti, anche perché il made in Italy, per noi, è importantissimo”.
Sul fronte ordini, le prime indiscrezioni parlano, in generale, di incrementi, soprattutto per le linee che dimostrano di essere particolarmente azzeccate.
In questo Milano Moda Donna, che ha visto un aumento generale delle presenze dei buyer, in primis quella degli statunitensi, si è però riproposto in modo drammatico il problema del ritardo delle sfilate, con punte anche di un’ora e mezza.
“Un calendario impossibile: che mi ha fatto perdere, tra l’altro, due sfilate importanti – lamenta Joan Kaner, fashion director di Neiman Marcus con sede a Dallas -. Non è possibile che alcuni giorni ci sia troppo da vedere e in altri troppo poco. Perché non si pianifica meglio?”.
Un argomento di indiscussa attualità, visto che la Camera della Moda sta studiando formule innovative per la manifestazione (vedi news di oggi).
e.c.
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