I nostri sondaggi: agli orologi piace la moda

Un autunno-inverno difficile, in Italia, per le vendite di orologi: è comunque la componente moda ad attirare sempre più la clientela, così come sul fronte prezzi si impone la fascia media. L’avvio della stagione primaverile appare freddo.
Tempi difficili per il lusso e tempi difficili per la moda. Non sorprende quindi che anche il settore dell’orologeria, collocato sempre più proprio nel mezzo di questi due mondi, archivi la stagione autunno-inverno 2004-2005 con un bilancio poco favorevole.
È decisamente arduo infatti in una fase di scarsa propensione a spendere, tentare i consumatori e convincerli all’acquisto di prodotti non proprio di prima necessità, a maggior ragione se di valore non sempre abbordabile per tutte le tasche come spesso sono gli orologi.
Puntare sul potere rassicurante di un marchio affermato o sull’appeal di una griffe della moda sembra la strategia vincente, senza trascurare l’innovatività e il contenuto glamour dei modelli, ma anche con un occhio al prezzo.
E ben vengano poi tutte le iniziative di comunicazione messe in atto dalle aziende, specialmente se coinvolgono il personaggio famoso o la celebrità del momento.
Questo in sintesi il quadro che emerge dal sondaggio realizzato da Fashion con la preziosa collaborazione di un campione di dettaglianti specializzati in orologi che oltre a fare il punto della passata stagione cerca di indagare anche gli umori del trade nell’avvio della primavera-estate 2005.
Una partenza che al momento appare fredda non solo dal punto di vista meteorologico e che giustifica una certa cautela nelle aspettative sull’evoluzione del mercato nel breve periodo.
Entrando nel merito dei dati, il 42% degli intervistati lamenta una flessione del sell-out di orologi rispetto allo scorso autunno-inverno, mentre il 37% ha mantenuto stabile il proprio fatturato e soltanto il 21% ha riscontrato un incremento.
L’articolo completo “Le carte in tavola” è pubblicato sul numero 1547 di Fashion in uscita oggi.
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