I nostri sondaggi: il mercato del jeanswear e sportswear in Italia

L'abbigliamento casual non viene risparmiato dalla stagnazione nei consumi che imperversa su scala europea. Una trentina circa di dettaglianti italiani del settore lo hanno confermato nel consueto sondaggio di Fashion: nella primavera-estate 2012 quasi tutti hanno constatato una diminuzione delle vendite di abbigliamento informale uomo (95% del totale) e donna (82%).
Quanto al denimwear, il 62% del campione afferma di aver subito una contrazione dei ricavi nelle collezioni femminili, contro l'80% espressosi negativamente sulle proposte maschili. Parlando di jeans, la fascia di prezzo più venduta risulta quella media mentre, a livello di modelli, vincono su tutti quelli super-aderenti o dall'aspetto vintage. Nelle nicchie di mercato si impone l'effetto-usato.
Al di là delle preferenze o meno per singole categorie di prodotto, i buyer denunciano un generalizzato calo di interesse per l'abbigliamento da parte dei clienti (lo dice il 31% del totale). La scelta d'acquisto è dettata sempre più di frequente dal prezzo (24%) e dal suo equilibrio con la qualità (24%). Per incentivare i consumi i negozianti cercano principalmente di spostare l'offerta verso prodotti che tengono conto di questo rapporto. Le aziende produttrici, invece, stanno soprattutto consentendo la sostituzione di una percentuale di articoli meno venduti e la stesura di ordini inferiori ai budget previsti (i risultati completi dell'indagine si leggono sul numero 1832 di Fashion in edicola dal 15 giugno).
e.f.
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