I nostri sondaggi: l'andamento degli accessori in Italia

L'accessorio, che nelle scorse stagioni tanto ha contribuito a dare slancio alle vendite, potrebbe essere agli inizi di una fase di stanca. I primi segnali - abbastanza nitidi sul fronte delle proposte maschili, meno su quello al femminile - emergono dall'analisi delle risposte di una sessantina di negozianti, titolari di selezionati multimarca, interpellati da Fashion sull'andamento dell'autunno-inverno 2007/2008.
Come un anno fa, la maggior parte degli intervistati realizza una quota compresa tra il 10 e il 20% del proprio fatturato grazie a questo segmento di mercato che, nel periodo, ha consentito ricavi superiori a quelli nell'abbigliamento. Almeno per quanto riguarda la donna, mentre nel caso dell'uomo, la maggioranza ha riscontrato risultati equivalenti.
Non solo: più della metà degli interpellati sostiene che i clienti hanno acquistato le stesse quantità dell'autunno-inverno precedente, quando invece il trend era nettamente crescente. Le clienti, al contrario, hanno fatto più shopping rispetto all'autunno-inverno 2006/2007, privilegiando le griffe (top di gamma e linee giovani) e, in particolare, borse e cinture.
Tenuto conto dell'andamento degli incassi invernali e dei saldi (per il 70% del panel rimasti invariati rispetto alla scorsa stagione), nell'ambito della contingente situazione di mercato, la metà dei buyer non prevede variazioni del sell out per la primavera-estate 2008. Significativa la quota (33%) di chi ritiene impossibile, allo stato attuale, formulare previsioni in merito: è più che raddoppiata rispetto a un anno fa. A sottolineare la fase di incertezza in corso, la percentuale di coloro che credono in una ripresa, che in 12 mesi si è ridotta dal 31 al 10%.
Coerentemente con questi risultati, la maggioranza dei dettaglianti ha lasciato invariati i budget per la prossima stagione, ma se nella donna resta comunque alto il numero di chi li ha aumentati (46% dal 57%), nell'uomo assistiamo a un taglio netto (solo il 25%, dal 49%). Il 35% degli interpellati poi, ripone la propria fiducia sui must di stagione: una porzione che si è assottigliata nei mesi, anche perché prendono piede i prodotti ricercati di marchi di nicchia (15% dal 6%).
e.f.
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