I nostri sondaggi: le vendite di menswear in Italia

La crisi in atto continua a penalizzare il sell out di abbigliamento e accessori maschili. I dettaglianti auspicano, adesso più che mai, una vera collaborazione da parte di stilisti e aziende. E sul fronte budget la parola d’ordine è riduzione.
La richiesta non è certo nuova, ma ultimamente è diventata ancora più pressante a causa della crisi: i dettaglianti vorrebbero una maggiore collaborazione da parte di stilisti e aziende per affrontare insieme le difficoltà del mercato.
L’aiuto però stenta ad arrivare. Intanto, quasi i due terzi della sessantina di titolari di multimarca di target elevato sparsi in tutta Italia - che hanno partecipato al nostro sondaggio “Carte in Tavola” - lamenta una flessione delle vendite di abbigliamento.
O meglio, bisognerebbe dire “un’ulteriore” riduzione: visto che già sei e 12 mesi fa la percentuale di coloro che ammettevano una contrazione del fatturato era rispettivamente dell’85% e del 62%.
In questa e nella scorsa stagione, inoltre, nessuno ha parlato di performance in crescita. Non solo. Il dato più preoccupante che emerge dall’indagine condotta da Fashion è che si conferma un andamento in forte diminuzione anche per gli accessori, fino a non molto tempo fa riserva d’ossigeno per il retail: solo un dettagliante su tutto il panel vanta un sell out in crescita, il 21% testimonia una performance simile a quella dell’anno passato e ben il 77% dichiara una perdita.
L’inappetenza del mercato non è causata solo dalle difficoltà economico-finanziarie generali, ma anche dai prezzi eccessivi delle collezioni, con in testa le prime linee.
L’articolo “Carte in tavola” è pubblicato integralmente sul numero 1711 di Fashion in uscita oggi.
e.c.
stats