I nostri sondaggi: le vendite di womenswear in Italia

La moda femminile in Italia archivia un autunno-inverno di poche soddisfazioni, soprattutto per quanto riguarda le vendite di abbigliamento. Migliore, ma non in grado di risollevare le sorti della stagione, la performance degli accessori. E i negozianti chiedono più aiuto alle aziende.
Oltre il 40% dei dettaglianti interpellati dal nostro sondaggio - al quale hanno partecipato circa 80 titolari di multimarca di elevato livello sparsi in tutto il Paese - lamenta una flessione del sell out di abbigliamento.
Inoltre il 51% dichiara un fatturato in linea con quello dell’anno precedente, stagione a sua volta non particolarmente brillante. Migliore, ma certo non in grado di risollevare le sorti degli ultimi sei mesi di vendita, la performance degli accessori: infatti, per la prima volta da diverso tempo, la compagine maggiore degli interpellati (43%), invece di parlare di incrementi, testimonia un business simile a quello dell’inverno 2007.
La situazione diventa ancora più preoccupante se si considera che questi dati sono comprensivi dei primi 15-20 giorni di saldi, quelli di norma più fruttuosi di tutto il periodo di vendite a prezzi scontati.
A fronte della serie di preoccupazioni che animano gli intervistati - dal caro petrolio alla perdita di potere d’acquisto delle famiglie italiane, fino alla recente crisi di governo - non può stupire che la fetta più consistente del panel (39%) si dichiari impossibilitata a formulare qualunque previsione sulla prossima primavera-estate e che solo il 3% confidi in un aumento del giro d’affari. Secondo la stragrande maggioranza dei negozianti parte della responsabilità di questa inappetenza del mercato è dovuta ai prezzi delle collezioni elevati e che, tra l’altro, continuano a crescere: oltre il 70% indica, per questo autunno-inverno, un incremento medio dei listini tra il 5 e il 10%.
Purtroppo - per circa un terzo degli interpellati - i produttori non sentono ragioni in merito e, addirittura, per un altro 25% così facendo inducono i commercianti a ridurre il loro margine, pur di contenere i cartellini di vendita. Non a caso alla domanda “Su cosa dovrebbero investire di più attualmente le aziende di moda femminile?”, la quota più considerevole di negozianti risponde: “Il contenimento dei prezzi”. L'articolo “Crate in tavola” è pubblicato integralmente sul numero 1658 di Fashion.
e.c.
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