I nostri sondaggi: le vendite di womenswear in Italia

La stagione invernale si chiude con un forte calo delle vendite di abbigliamento e accessori donna. Cresce la preoccupazione dei dettaglianti italiani che chiedono a stilisti e aziende una vera partnership. I budget sono in significativa flessione.
Dopo avere archiviato il peggiore autunno-inverno almeno degli ultimi 15 anni, i titolari di multibrand store di target alto interpellati da Fashion esprimono tutto il loro malcontento e la loro preoccupazione. “Basta con i budget troppo elevati”, “Basta con i prezzi alle stelle” sono le dichiarazioni più ricorrenti tra gli oltre sessanta dettaglianti italiani che hanno partecipato al nostro sondaggio “Carte in tavola”.
Perché al di là dell’innegabile crisi finanziaria ed economica internazionale, il mercato della moda griffata e del lusso sta scontando due “peccati” degli ultimi anni. Da un lato gli ordini esagerati imposti dai designer più affermati, subiti da tanti dettaglianti e da alcuni, invece, fatti lievitare, per potere alimentare il mercato del “parallelo”.
Dall’altro, i cartellini di vendita che hanno continuato a crescere raggiungendo livelli esorbitanti, sostenibili solo, o quasi, dai portafogli di arabi e russi e ora, probabilmente eccessivi anche per quest’ultimi. Non a caso, il sell out degli outlet center continua ad aumentare, anche grazie allo shopping degli stranieri, con in testa proprio gli abitanti dell’ex Unione Sovietica (fonte Global Refund/Tax Free Shopping).
Al tempo stesso, il 56% degli interpellati testimonia un andamento dei saldi invernali soddisfacente, perché in linea con i valori dello scorso anno, un 26% parla di una flessione, mentre il 18% addirittura di un aumento.
Certo, non sono performance entusiasmanti, ma appaiono decisamente buone se paragonate ai risultati delle vendite in corso di stagione: il 77% dei commercianti lamenta una contrazione del turnover di abbigliamento donna, il 21% dichiara valori simili a quelli di 12 mesi fa e solo un 2% (ovvero un negoziante) canta vittoria.
Migliore, ma di poco, l’andamento degli accessori, che fino a un anno fa rappresentavano la riserva d’ossigeno dei retailer: il 64% del panel ammette un calo delle vendite di borse, calzature e tutto quanto fa da complemento al vestiario, il 31% ha chiuso in pareggio e solamente il 5% (tre dettaglianti) vanta un segno più.
L’articolo “Carte in tavola” sarà pubblicato integralmente sul numero 1698 di Fashion il prossimo 23 febbraio.
e.c.
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