I nostri sondaggi: le vendite di womenswear in Italia

È in leggero miglioramento, questo autunno-inverno, il sell out di moda donna, soprattutto per quanto riguarda gli accessori. Resta comunque difficile prevedere se questo trend si confermerà anche nella primavera-estate. La parola d’ordine per i negozianti è value for money.
Sembra proprio che il fondo sia stato toccato nelle due ultime stagioni e da ora, seppur con grande fatica, non si potrà che risalire. Questa è la principale indicazione emersa dal nostro sondaggio sulle vendite di moda femminile, realizzato come di consueto con la collaborazione di un panel di dettaglianti qualificati (una sessantina) in tutta Italia.
Questa volta poco più della metà degli interpellati, il 53%, lamenta una flessione del sell out di abbigliamento contro il 73% e il 77% rispettivamente di sei e 12 mesi fa. Per un altro 43% il fatturato si è mantenuto sugli stessi livelli dello scorso autunno-inverno e, addirittura, un 4% vanta una crescita.
Più rincuorante la performance sul fronte accessori: in questo caso prevale la compagine, 48%, di coloro che testimoniano un incremento del turnover. Un altro 16% parla di un business con segno positivo, mentre il restante 36% indica un valore in rosso. Cenni di miglioramento, dunque, anche se la situazione resta difficile: non bisogna infatti dimenticare che le minori perdite di quest’anno vanno ad aggiungersi a quelle, più considerevoli, registrate lo scorso inverno.
Non solo: è difficile, come sostiene oltre un terzo del panel, fare pronostici riguardo al futuro. Diventa pertanto indispensabile comprendere quale tipologia di prodotto è stata in grado di allettare la consumatrice: innanzitutto i capi di brand affermati con una moderata connotazione moda e prezzi medi (46%) e, a seguire, gli articoli di marchi meno noti con una forte componente fashion e un buon rapporto prezzo qualità (35%).
L’articolo “Carte in tavola” è pubblicato integralmente sul numero 1738 di Fashion in uscita oggi.
e.c.
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