I nostri sondaggi: una stagione poco "brillante" per i gioielli

Un autunno-inverno poco soddisfacente per le gioiellerie in Italia. I marchi del settore e l’unbranded hanno avuto la meglio sulle griffe della moda, mentre sul fronte stile le più proposte innovative hanno tenuto testa a quelle classiche. L’avvio della primavera non appare molto favorevole.
Complici una situazione economica poco rosea, i forti rincari del prezzo dell’oro e “distrazioni” di altri tipi di spesa, gli acquisti di monili preziosi hanno subito nel complesso un ridimensionamento.
A parte una fetta di mercato fedele agli articoli più classici, a essere premiata è soprattutto la capacità di distinguersi con la creatività e l’innovazione di forme e design, ma anche un’immagine di marca ben definita.
Sulla brandizzazione puntano, infatti, molte aziende orafe italiane, la cui leadership è, per ora, poco minacciata dall’ingresso nel settore delle maison della moda.
Proporre un prodotto valido e attuale che incontri i gusti del pubblico comunque non basta: è sempre più evidente quanto sia importante riuscire a comunicarlo non lesinando sull’uso di strumenti di marketing e pubblicità adeguati.
Questo almeno sostengono i titolari e responsabili di un campione di gioiellerie di alta e media gamma che ha collaborato al sondaggio di Fashion.
Dati alla mano, la scorsa stagione si è chiusa nel 40% dei negozi interpellati con un sell out stabile sui livelli dell’anno precedente e in altrettanti casi con un calo del fatturato, mentre solo una minoranza pari al 20% ha venduto più.
L’articolo completo “Le carte in tavola” sarà pubblicato sul numero 1586 di Fashion in uscita il 31 marzo.
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