I nostri sondaggi: vendite di moda uomo in flessione nelle boutique al top italiane

Le vendite di abbigliamento e accessori uomo sono in crisi. Il bilancio di questa primavera-estate è preoccupante: molti dettaglianti italiani sostengono che questa stagione è la peggiore degli ultimi vent’anni. Ben il 52% degli intervistati lamenta una flessione del giro d’affari rispetto allo scorso anno.
Oltre a una serie di avvenimenti internazionali gravi come la guerra in Iraq, la Sars e le rivendicazioni terroristiche, l’economia del nostro Paese ha dovuto fare i conti con la perdita di valore del dollaro e dello yen a fronte di un euro sempre più forte.
A tutto questo, per quanto riguarda nello specifico il settore dell’abbigliamento, si è aggiunto il problema dei prezzi stratosferici delle collezioni. Sta di fatto che in questa primavera-estate in Italia sono diminuiti notevolmente gli acquisti sia degli stranieri (pressoché scomparsi americani e orientali) sia degli italiani.
Non solo: proprio in marzo e aprile - i due mesi tradizionalmente più significativi per le vendite - le boutique di moda hanno registrato una battuta d’arresto. Si dice che molti punti vendita siano arrivati ai primi di giugno con un sell out del 30%. Se si considera che un negozio dovrebbe giungere ai saldi con un venduto del 60-65%, per poi superare con le svendite la soglia del 75% (livello dopo il quale si inizia a guadagnare), si può comprendere quanto sia drammatica la situazione.
Questi gli elementi clou emersi dal nostro sondaggio “Le carte in tavola” realizzato grazie alla collaborazione di quasi una settantina di negozi al top in tutta Italia. I dati parlano chiaro: per quanto concerne l’abbigliamento, il 52% degli intervistati lamenta una flessione del giro d’affari rispetto alla scorsa primavera-estate, il 39% conferma lo stesso sell out e solo il 9% vanta un aumento. Dodici mesi fa ammetteva una perdita il 40% degli interpellati, manteneva lo stesso fatturato il 37% e dichiarava una crescita il 23%.
Purtroppo durante questa stagione anche gli accessori sono stati fonte di delusioni per i dettaglianti italiani, con una performance solo di poco migliore rispetto a quella dell’abbigliamento. Il 53% dei negozianti intervistati da Fashion testimonia infatti una diminuzione del turnover (43% il dato emerso l’anno scorso), il 31% parla di un andamento in linea con quello di dodici mesi fa (33% il paragone) e soltanto il 16% dimostra di essere soddisfatto dei risultati ottenuti (24% nella primavera-estate 2002). Il sondaggio completo “Le carte in tavola” sarà pubblicato sul numero 1472 di Fashion in uscita il prossimo 20 giugno.
e.c.
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