I nostri sondaggi: vendite in calo nella moda infantile, i negozianti chiedono collaborazione

La crisi colpisce in modo significativo il dettaglio indipendente di moda infantile. I negozianti chiedono maggiore collaborazione alle aziende e, in attesa di tempi migliori, tagliano i budget. Questo, in estrema sintesi, quanto emerge dal sondaggio di Fashion effettuato presso 50 multimarca al top, sparsi in tutta l'Italia.
Le vendite di moda bimbo stanno vivendo un periodo di forte difficoltà, alla stregua delle proposte per l'adulto. Ciò significa che la situazione è veramente seria, perché nei momenti di crisi la spesa per i più piccoli è l'ultima a venire tagliata all'interno delle famiglie: prima si sacrifica il guardaroba del papà, poi quello della mamma, infine si rinuncia a qualcosa per i propri figli.
I dati emersi dal nostro sondaggio, realizzato grazie alla collaborazione di 50 titolari di multimarca al top sparsi in Italia, fotografano questa forte impasse del mercato: ben l'81% dei commercianti interpellati lamenta una flessione del sell out di abbigliamento infantile e, di questi, quasi un terzo parla addirittura di un fatturato in contrazione del 30%. Solo il restante 19% dichiara un turnover in linea con quello della scorsa primavera-estate e nessuno vanta un aumento.
Leggermente migliore, ma certo non in grado di sollevare le sorti di una stagione definita da molti "drammatica", la performance degli accessori: in questo caso le quote indicate sono rispettivamente 61% e 35%, oltre a un 4% che testimonia un incremento.
La gravità del momento è ribadita anche dalle risposte alla domanda sul giro d'affari stimato prima dell'inizio ufficiale dei saldi: la compagine maggiore, il 45%, segnala un incasso tra il 30% e il 40%, il 27% tra il 40% e il 50% e il 18% meno del 30%, mentre soltanto l'8% registra tra il 50% e il 60% e un modestissimo 2% superla la soglia del 60%. In generale sono i marchi italiani specializzati ad avere la meglio (45%), seguiti dalle griffe italiane (33%), dai marchi stranieri specializzati (20%) e dai brand stranieri (2%).
L'articolo "Carte in tavola" è pubblicato integralmente sul numero 1833 di Fashion in uscita venerdì.
e.c.
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