I progetti di Manlio Cocchini per Redwall

Manlio Cocchini, neopresidente di Redwall, a breve presenterà un piano strategico a tre anni per illustrare i nuovi progetti per la società bolognese cui fanno capo, oltre all’omonimo marchio, anche le griffe Borbonese, la maison di Alessandro Dell’Acqua e il maglificio Cherry Grove. Il manager ne anticipa a Fashionmagazine.it i punti salienti.
Non è in Redwall neppure da un mese, eppure Cocchini ha già messo sul tappeto tutta una serie di cambiamenti, a partire dal nome della società che diventerà Borbonese S.p.A., a ribadire la centralità del marchio storico.
L’obiettivo è portare l’azienda, che ha di recente cambiato proprietà – Francesca Mambrini, già socia di Claude Arpels, ora detiene il 49%, il resto è in mano a un gruppo di investitori non istituzionali, tra cui c’è anche lo stesso Cocchini - al raddoppio del fatturato (oggi di poco superiore ai 35 milioni di euro) entro i prossimi tre anni.
“Innanzitutto occorre puntare sull’internazionalizzazione – spiega Cocchini -. Oggi il 75% del fatturato è realizzato entro i confini nazionali, mentre intendo arrivare a un 35/40% in Italia e un 60/65% all’estero, puntanto in particolare su Usa, Germania, Gran Bretagna e anche Russia, Paese dove siamo già ben posizionati ma abbiamo ancora ampi margini di miglioramento”. A questo scopo sono in arrivo nel commerciale dell’azienda nuove risorse umane con curricula ben focalizzato sui mercati in questione.
Un’altra priorità di Cocchini è il rapporto con il trade: “Il successo dell’azienda passa innanzitutto attraverso il successo dei suoi clienti. Per questo la mia mission è creare una vera e propria partnership con il trade, coinvolgendo un pool di aziende con un prodotto di livello omogeneo, ma senza sovrapposizioni, in attività di co-marketing con un elevato livello di servizio al negozio”.
Cocchini è andato ben oltre la bella dichiarazione d’intenti: sono, infatti, già operativi due negozi pilota, uno a Pesaro e uno a Milano Marittima, per testare un concept che prevede una stretta collaborazione sulla gestione del punto vendita: “L’idea – racconta - è perfezionare un format, validarlo con 4/5 store rappresentativi sul territorio, mettere a punto un conto economico che ne supporti la realizzabilità e poi proporlo ai dettaglianti”.
E nei piani del vulcanico manager c’è anche il lancio di un nuovo marchio di calzature di altissimo livello: ma su questo punto, al momento, preferisce non sbilanciarsi. Perché per Coccini la parola d’ordine è “implementazione” e non parla mai di progetti se non ha ancora concretizzato gli action plan per la realizzali.
c.mo.
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