I programmi di Ter et Bantine dopo l’acquisizione

Dopo alcune stagioni di assenza, Ter et Bantine torna a presentare la sua collezione autunno/inverno a Milano Moda Donna. Il management preannuncia i programmi di espansione: un flagship store a Milano e nuove licenze con l’obiettivo di raggiungere entro due anni un fatturato wholesale di circa 20 milioni di euro. Dopo l’accordo grazie al quale la Mafra (società controllata dal gruppo Mariella Burani) ha acquisito il 51% di Gfm Industrie, Manuela Arcari, proprietaria insieme al socio David Agus del rimanente 49%, continuerà a seguire l'area creativa per garantire una continuità della filosofia e dello stile del brand. L'azienda produce oltre a Ter et Bantine le linee Hache ed Hh. Obiettivi a breve termine del management sono innanzitutto lo sviluppo del segmento licenze, che verrà realizzato grazie all'inserimento di nuove categorie merceologiche affidate ad altre aziende della galassia Burani: il leatherwear verrà prodotto dalla Enrico Mandelli, le borse e la piccola pelletteria saranno affidate alla Deimutti Compagnia dei cuoi e alla Braccialini, mentre le calzature saranno prodotte dalla stessa Mafra. Sono inoltre in via di definizione nuovi accordi di licenza con società esterne al gruppo Mariella Burani, per un profumo femminile e per il childrenswear. Sono previsti anche l’apertura di un nuovo flagship store a Milano nel quadrilatero e lo sviluppo della distribuzione sui mercati esteri, che oggi rappresentano il 30% delle vendite di Ter et Bantine. Ter et Bantine organizzerà domenica 2 marzo una presentazione particolare che unirà lo stile inconfondibile del marchio con l'arte contemporanea. Nello spazio/showroom di Via San Francesco d'Assisi 15 verrà infatti allestita una mostra in cui saranno presentate, insieme ai capi della nuova collezione autunno-inverno 2003/2004, le installazioni dell'artista californiana Pae White "Mobile pieces", ispirate alla mutevole definizione spaziale di Alexander Calder e create grazie all'uso della luce, del colore e alla scelta di materiali "comuni", come carta e cordoncini, oppure pezzi di giornali o di shopping bag.
c.mo.
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