Ieri a Milano il Cncc ha fatto il punto sul mercato del retail real estate

Tema dell’incontro organizzato ieri dal Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali la situazione e le prospettive del mercato del retail real estate in Italia alla luce dell’attuale congiuntura economica: il problema principale resta la stretta creditizia da parte delle banche.
Aperto e moderato da Fabio Bandirali, direttore generale per l’Italia della banca Eurohypo e presidente della Commissione Consultiva Cncc Mercati e Investimenti, il meeting è stato seguito da numerosi addetti ai lavori interessati a capire come il settore degli shopping center sta fronteggiando questo difficile periodo.
Volutamente Bandirali non ha parlato di crisi: “Ormai è un dato di fatto e bisogna guardare oltre, certo che il problema principale da affrontare è la carenza di fondi, perché le banche in generale hanno drasticamente ridotto i finanziamenti ed è difficile comprendere come e quando la situazione si potrà sbloccare”.
L’ostacolo della stretta creditizia è stato il leit motiv degli interventi che sono seguiti: tutti d’accordo nel dire che gli istituti bancari non potranno più finanziare ufficialmente fino all’80% - ma di fatto anche fino al 95% - gli investimenti.
Non tutto è però riconducibile alla mancanza di denaro, negli anni passati anche il comparto dei centri commerciali ha avuto le sue bolle speculative.
Enrico Biasi, consulente anche del Cncc ha sottolineato che bisogna tornare ai fondamendamentali del mercato, così come Luca de Ambrosia Ortigara, partner Realty Parners e chairman Uli, ha fatto notare che, nonostante tutto, il business degli outlet center è in costante crescita e, pertanto, bisogna identificare anche i giusti format su cui scommettere.
Infine con la sua solita chiarezza e capacità di sintesi, Pietro Malaspina, amministratore delegato Sierra Developments Italia e presidente del Cncc, ha commentato che l’attuale “pausa di riflessione” (visto che senza denaro i progetti vengono inevitabilmente rallentati, ndr) deve servire a un ritorno alla professionalità: ovvero è indispensabile proporre centri validi, a un prezzo congruo, con locazioni sostenibili dai vari inquilini. Argomento quello del bisogno imprescindibile di innovazione “sposato” dalla platea.
“A livello di previsioni – ha precisato il manager -. Credo bisognerà pensare più a shopping center che si inseriscano nei centri città, piuttosto che a mega strutture periferiche ed extraurbane il cui sviluppo, al momento, appare difficile rispetto al passato”. ”E dato che non possiamo pretendere aiuti in termini di rottamazione o quant’altro - ha concluso Malaspina - alla pubblica amministrazione chiediamo che ci venga incontro semplificando le procedure amministrative”.
e.c.
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