Ieri a Milano il punto sulle nuove competenze del mondo fieristico

Si è parlato di come cambia il sistema fieristico e delle professionalità che richiede, anche alla luce dalla nascita dell’avveniristico quartiere di Rho/Pero, al convegno organizzato ieri da Fondazione Fiera Milano. Studi sul tema e interventi di protagonisti del settore hanno delineato il quadro di riferimento, in cui intende operare l’Accademia di management fieristico, istituita dalla fondazione.
“Nell’ambito della svolta epocale intrapresa da Fiera Milano a partire dal 2000 (con il passaggio da ente a Spa, la quotazione in Borsa e il varo del più grande hub fieristico al mondo, rappresentato dal nuovo quartiere di Rho/Pero, ndr) – ha spiegato Luigi Roth, presidente di Fondazione Fiera Milano –, la fondazione ha ampliato il proprio ‘oggetto sociale’, scegliendo di occuparsi anche di formazione: la convinzione è, infatti, che i grandi investimenti si debbano fare non solo sulle ‘cose’ ma anche sulle persone”. In questo ambito, con l’Accademia di management fieristico, Fondazione Fiera Milano collabora con la Regione Lombardia, l’Università Bocconi e altri partner.
L’intervento di Francesca Golfetto, ordinario del Cermes Bocconi, ha chiarito quali sono i punti-chiave del cambiamento in corso nel sistema fieristico internazionale: a fronte di un rallentamento della crescita del mercato fieristico in Europa, si assiste a uno spostamento geografico della domanda di manifestazioni, con la conseguente esigenza di “portare” gli eventi anche fuori dai confini del Vecchio Continente. Avanza, inoltre, la richiesta di rassegne specialistiche, mentre nella struttura complessa delle organizzazioni fieristiche si accentua la frammentazione fra attività “profit” e “no-profit”.
Emanuele Scotti, amministratore delegato di Mete, ha illustrato i risultati di uno studio condotto per conto di Fondazione Fiera Milano sull’impatto dei cambiamenti sulle competenze e le professioni del mondo fieristico, individuando 35 “nuovi” mestieri (che saranno “codificati” in un dizionario in preparazione). Dall’indagine spicca la carenza delle figure di project manager e direttore di mostra, oltre che dei professionisti degli allestimenti.
Ha tratteggiato le nuove sfide che attendono il mondo fieristico anche Piergiacomo Ferrari, amministratore delegato di Fiera Milano Spa: bisogna puntare sulla comunicazione, ha detto, su uffici studi in grado di individuare il corretto posizionamento di ogni manifestazione, sulla logistica, con competenti mobility manager, e sul decentramento, con responsabili disposti a operare all’estero per sviluppare il business.
Ermanno Rondi, presidente dell’Unione Industriali di Biella, ha incentrato il suo intervento sull’auspicio che le organizzazioni fieristiche possano essere sempre più strumenti validi per gestire in outsourcing le esigenze di marketing delle piccole e medie imprese. “In particolare, per il tessile – ha detto - è necessario arrivare a una fiera unica (prevista per settembre 2005, ndr) che sappia ‘dare emozione’, valorizzando al massimo le sue varie anime, rappresentate dai distretti del made in Italy".
e.a.
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