Il 2008 preoccupa, ma il lusso tiene: lo dicono i protagonisti del fashion system

Come affrontare un 2008 pieno di insidie e con Stati Uniti, Giappone e parte dell’Europa in fase di rallentamento? Strategico per le aziende del sistema moda riuscire a bilanciare le performance nei vari Paesi, forti anche del fatto che il lusso continua a tenere. Le testimonianze di alcuni protagonisti italiani e stranieri del fashion system.
Nel 2008 Cina, Russia, India e Medio Oriente presenteranno una crescita a doppia cifra, mentre per Stati Uniti, Giappone e parte dell’Europa, soprattutto Gran Bretagna e Italia, si prevede un rallentamento dell’economia. “La situazione non è facile ma sono ottimista: l’importante per un’azienda è avere una visione globale - ha detto Andrea Della Valle, vice-presidente di Tod’s, in occasione del recente convegno di Altagamma a Milano -. Credo anche che nel 2009 si uscirà dal periodo maggiormente critico”. Vede cautamente rosa anche Francesco Trapani, a.d. di Bulgari. “Difficile fare pronostici - ha affermato - ma è possibile bilanciare le performance delle varie aree, compensando eventuali perdite con nuove entrate”. Il tutto senza però perdere di vista le esigenze delle nazioni che stanno vivendo uno slowdown, in primis gli Usa, che tra l’altro assorbono il 30% del business del lusso mondiale. Un monito lanciato da Burton Tansky, presidente e chief executive officer di Neiman Marcus, sottolineando l’importanza che le collezioni propongano tessuti leggeri, in sintonia con il global warming.
Il dubbio che gli stilisti stiano guardando un po’ troppo a Est è sorto già durante la scorsa edizione di Milano Moda Uomo, con il dilagare di pellicce, montoni e giacconi da freddo siberiano. Anche in queste sfilate milanesi dedicate al prêt-à-porter donna per il prossimo autunno-inverno non mancano proposte da climi glaciali. È lecito, dunque, chiedersi se i russi apprezzino tali sforzi.
“Anche da noi le temperature si stanno alzando - ha commentato Ekaterina Moiseeva, alla guida con il marito Mikhail Kusnirovich di Bosco di Ciliegi nella capitale russa - e non è scontato che i capi pesanti piacciano alla nostra clientela: per esempio, nessuno acquista le maglie grosse”. “Per quanto riguarda le pellicce - ha aggiunto Moiseeva - stanno aumentando i produttori locali che offrono articoli a prezzi più ragionevoli rispetto a quelli italiani, anche perché noi continuiamo a pagare tasse doganali pari al 50% dei prezzi sell in e, di conseguenza, i cartellini di vendita sono più cari rispetto al Belpaese, anche del 20%”. “Noi puntiamo su prodotti validi ovunque - è intervenuto Vittorio Missoni, ai vertici della maison di famiglia - ponendo in questo periodo particolare attenzione ai prezzi”. “Sul fronte dei possibili sbocchi commerciali - ha precisato - oltre all’ex Urss e alla Cina, il Medio Oriente sta vivendo una fase dinamica. In avanzata il Brasile”. Nel complesso è il business del lusso che garantirà maggiori soddisfazioni nel 2008, con un incremento mondiale stimato intorno al 7-8%. “Quest’anno sarà l’ex Celeste Impero a mettere a segno il tasso di crescita maggiore nelle vendite di prodotti de luxe (+21,1%) - ha spiegato Paola Durante, director investment banking di Merrill Lynch - seguita dalla Russia (+9&) e dagli Emirati Arabi (tra il 15 e il 20%). Minore invece l’incremento per l’Europa, si stima un +4,9%, e il Giappone (+3,9%)”.
e.c.
stats