Il Gufo: analisi di un’azienda di successo durante il convegno Antia

Tradizione, qualità, creatività come punti di forza delle piccole imprese sono stati i temi affrontati venerdì scorso ad Asolo (Tv) durante il convegno di primavera organizzato da Antia, Associazione Nazionale Tecnici dell’Industria e dell’Abbigliamento. Punto d’incontro e confronto tra chi opera nell’area tecnico/produttiva, Antia ha scelto l’azienda Il Gufo come esempio d’eccellenza da analizzare: una piccola realtà in continua crescita, specializzata in abbigliamento da bambino d’alta gamma.
Il forte interesse di Antia è nato da una case history contraddistinta dalla forte capacità organizzativa e lungimiranza della titolare Giovanna Miletti e dei figli Guido e Alessandra Chiavelli, che la affiancano in quest’avventura, nata nel 1980 ideando una bavaglina. Oggi l’azienda ha 40 dipendenti, produce 300 mila capi a stagione, prevede un fatturato di 18 milioni e conta in Italia sette boutique monomarca e punti vendita in tutto il mondo (prossime aperture a Barcellona e Londra), non dimenticando tuttavia le sue origini artigianali.
La ricetta di tanto successo l’ha illustrata Marina Puricelli, docente alla Sda Bocconi di Milano e relatore, con Magalì Prati (Sistema Moda Italia), della tavola rotonda finalizzata all’analisi delle strategie vincenti per un’impresa: puntare sulle proprie abilità senza lasciarsi sedurre da investimenti troppo diversificati e selezionare terzisti di alto livello. Poi, è il prodotto a parlare: tutine di ciniglia, abiti di taffettà, cappotti rétro, e una linea da golf per “bambini vestiti da bambini” da 0 a 14 anni. Su tutto, qualità, comfort, e una cura del dettaglio che sa d’amore per il bello e di poesia.
e.b.
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