Il beachwear italiano tiene sui mercati esteri e si conferma un comparto dinamico

Buone le performance sui mercati esteri del beachwear. Lo si evince dalle elaborazioni fornite dal Centro Studi Sistema Moda Italia su dati Istat: nel 2008 le esportazioni di costumi da bagno da donna sono cresciute del 5,2%.
Secondo lo studio di Smi realizzato in vista del salone internazionale Maredimoda - la cui ottava edizione si svolgerà a Cannes dal 25 al 27 novembre 2009 -, l’export di beachwear femminile made in Italy ha raggiunto quota 111,5 milioni di euro, corrispondenti a quasi 12 milioni di capi, in crescita dello 0,7% rispetto al 2007. Il principale mercato di sbocco è stata la Spagna, seguito da Francia e Russia, dove le vendite delle imprese italiane hanno superato i 12 milioni di euro. Buone performance anche sul mercato tedesco; in crescita quello ucraino. Una brusca contrazione delle esportazioni è stata invece rilevata verso gli Stati Uniti: -46,8% a valore.
Le importazioni vedono come protagonista la Cina, principale fornitore del comparto: sono aumentate del 3%, arrivando a 35 milioni di euro, ma sono calate per numero di capi del 41,1%. In aumento l’import da Tunisia, Croazia e Francia.
Per quanto riguarda i costumi da bagno maschili, si riconfermano come prime piazze di sbocco Spagna e Francia. In rialzo l’export verso la Russia, sebbene siano lontani i valori assoluti ottenuti dal comparto femminile: si parla infatti di 1,2 milioni di euro per 166mila pezzi.
Da notare che la Cina, che con un’incidenza del 47,5% copre quasi la metà dei costumi da uomo introdotti nel nostro Paese, ha aumentato del 13,1% il valore delle importazioni in questo specifico comparto, arrivando a 20,450 milioni di euro, mentre il numero dei capi è calato del 32,5%, scendendo sotto i 12 milioni di pezzi. Secondo partner la Francia, da cui abbiamo acquistato 392mila capi, per un valore di 3,387 milioni di euro.
Interessante anche quanto emerge dal confronto dei prezzi medi all’import: Francia 8,64 euro/capo, Cina 1,72 euro/capo, a testimonianza dell’ampio divario di tipologia e qualità dei costumi importati.
e.b.
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