Il bilancio del presidente della Camera Mario Boselli sull’andamento di Milano Moda Uomo

"Sono stato piacevolmente sorpreso dalla qualità delle collezioni, che ho trovato molto cambiate rispetto alle scorse stagioni" dice il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Mario Boselli a proposito della fashion week maschile chiusasi ieri a Milano.
“È come se molte maison, pur rimanendo fedeli ai cromosomi originali, avessero aggiustato il tiro - spiega Boselli -. Hanno saputo collegarsi a valori più ‘permanenti’ del bel vestire italiano: meno estremismi, insomma, una creatività più raffinata, che ben si sintonizza con un’atmosfera generale di maggiore consapevolezza ed equilibrio”.
Le sfilate non hanno subito ritardi eccessivi e hanno consentito agli operatori di lavorare al meglio: il calendario - 85 collezioni di cui 38 sfilate, 28 presentazioni e 22 su appuntamento negli showroom - ha quindi funzionato. "Alcuni hanno deciso di non organizzare una passerella bensì happening più economici da realizzare ma capaci di avvicinare di più il visitatore al tessuto e al prodotto" riflette Boselli.
Dal punto di vista delle presenze di buyer, il presidente della Camera si dice soddisfatto, anche se questo, in tempi incerti come quelli in cui viviamo, non garantisce sicurezze circa il buon andamento della stagione: “Se la semina è stata buona – chiosa, usando una metafora a lui cara - il raccolto non dipenderà solo da noi: bisogna vedere cosa succederà sui mercati”.
Mercati su cui regna ancora una buona dose di precarietà, come ha avuto modo di sottolineare anche stamattina Boselli di fronte alla prestigiosa platea presente alla consegna dei Premi Leonardo al Quirinale (vedi anche l’altra news di oggi), spronando politici e imprenditori “a lavorare con ancora maggior vigore, per accelerare il trend di ripresa che si sta delineando”.
c.mo.
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