Il fondo Opera nel capitale de I Pinco Pallino

Una griffe storica della moda infantile, I Pinco Pallino, punta al rilancio insieme al fondo Opera, le cui strategie si focalizzano sulle piccole e medie imprese italiane, caratterizzate da un prodotto di qualità e da una vocazione internazionale.
Quella che fino a poche settimane fa era una semplice indiscrezione è stata confermata dai diretti interessati: il cda dell'azienda di Entratico (Bergamo) e i suoi azionisti Imelde e Stefano Cavalleri, insieme a Investimenti e Sviluppo - che attualmente detiene il 30% del capitale, mentre ai coniugi Cavalleri è riservato il restante 70%, suddiviso in due quote paritetiche - hanno accettato la proposta vincolante del private equity, che si impegna a sottoscrivere un aumento di capitale riservato (si dice pari a tre milioni di euro), diventando così il maggiore azionista della società.
I termini dell'operazione saranno definiti lunedì prossimo, durante l'assemblea dei soci che ufficializzerà l'ingresso nel capitale del fondo Opera Italia, organizzato e gestito da Opera Sgr. Il presidente di questa realtà, Michele Russo, ha definito I Pinco Pallino un esempio "del made in Italy di eccellenza, noto in tutto il mondo e con uno straordinario potenziale inespresso". "Crediamo - ha aggiunto - che possa rafforzare i suoi meccanismi di funzionamento e affrontare con ancora maggiore successo i mercati mondiali, in cui la sua unicità è ampiamente riconosciuta".
Infatti, il 70% del fatturato del brand - pari a 17 milioni di euro nel 2009, che salgono a 21 comprese le licenze, in contrazione rispetto al 2008 - proviene dall'estero, attraverso la presenza in Europa, Medio Oriente e Asia, aree presidiate non solo tramite i multimarca, ma anche con sei punti vendita diretti e 25 in franchising.
Imelde e Stefano Cavalleri, fondatori del marchio, non usciranno di scena, anzi sottolineano di essere pronti a nuovi traguardi soprattutto sui mercati stranieri, valorizzando ulteriormente il proprio dna di qualità.
Opera Italia, fondo chiuso partito nel 2008, ha rilevato l'anno scorso da Antichi Pellettieri un altro player della moda, la Gfm Industria, cui fanno capo le collezioni di proprietà Ter et Bantine e Hache, insieme alle licenze 1a Classe Alviero Martini e Anglomania by Vivienne Westwood.
a.b.
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