Il giuramento di Obama: occhi puntati anche sulle mise di Michelle

La famiglia Obama si è insediata nella Casa Bianca, i balli inaugurali sono terminati, i due milioni di persone giunte a presenziare alla cerimonia del giuramento sono rientrati a casa e l'alba di un giorno nuovo, probabilmente di una nuova era, è iniziata. Occhi puntati sulle dichiarazioni del neo presidente, ma anche sulle mise della moglie Michelle.
Lacrime e gioia non solo a Washington ma pure per le strade di New York, città solitamente piuttosto cauta nel mostrare emozioni così profonde che, a noi italiani, ricordavano con le debite differenze le manifestazioni di euforia alla fine della seconda guerra mondiale. Difficile è, infatti, che si palesi un'onda di orgoglio nazionale così forte ogni qualvolta si insedia un nuovo governo: questo presidente così nuovo, questa famiglia Obama così nuova - perché moderna e reale - ha stravinto, anche e soprattutto sul piano morale.
Ieri tutti gli occhi erano puntati sugli abiti che la nuova first lady avrebbe vestito nel corso delle celebrazioni ufficiali. E ancora una volta Michelle Obama si è conquistata il favore del pubblico, mostrandosi donna consapevole delle proprie scelte, sicura e acuta, e preferendo la designer di origine cubana Isabel Toledo per la cerimonia del giuramento, ma anche il giovane Jason Wu per l'abito avorio monospalla con fiori applicati e Swarovski indossato durante la serata e poi, in varie altre occasioni, Maria Cornejo, Narciso Rodriguez, J. Crew (pure per le bimbe Malia e Sasha) e Loree Rodkin (per i gioielli): una boccata di aria fresca nel salotto più importante della politica mondiale. Se Mrs. Obama ha scelto tali stili e tali nomi è anche per dare un messaggio ben chiaro al mondo della moda americano: "Io ci sono".
Il ruolo che la moglie di Mr. President si sta apprestando ad avere sarà, infatti, non solo quello che la tradizione e la consuetudine vi associano e il suo saggio modo di aiutare anche in questa occasione il fashion system nazionale, pesantemente in crisi, ne costituisce l'emblema.
Michelle, infatti, si affida con disinvoltura e brio ad abiti che si scoprono "appartenere a chi" solo quando lei appare in pubblico, non rilasciando dichiarazioni in precedenza e nemmeno gli stilisti - mai troppo classici, mai troppo "inamidati" - sanno quando, come e cosa indosserà. Per non fare preferenze? Favoritismi? Forse. Ma anche per sottolineare come la famiglia presidenziale sia "people of people".
m.m.
stats