Il lusso mondiale risale la china. Lo conferma Merrill Lynch, positiva sul comparto

Prosegue l’uptrend del lusso mondiale, nell’accezione più estesa del termine. Con oltre 160 milioni di dollari di fatturato si sta portando gradualmente verso i livelli raggiunti prima dello scoppio della bolla nel 2000. Lo conferma un’analisi di Merrill Lynch, che vede rosa anche sui mesi a venire, individuando tra i driver di crescita la ripresa dei flussi turistici.
Come ha spiegato Paola Durante (vice president Corporate Broking di Merrill Lynch International), tra i relatori al recente Milano Fashion Global Summit di Milano (organizzato da Class Editori in collaborazione con The Wall Street Journal e con la Camera Nazionale della Moda Italiana), nel lungo termine il settore poggia su solidi fondamentali. Da oltre trent’anni, inoltre, sta realizzando performance di Borsa superiori al mercato, anche se ha dovuto subire duri contraccolpi, con il deterioramento della congiuntura globale, in particolare nei primi anni Novanta, con la guerra nel Golfo e nel 2000, con lo scoppio della bolla nella new economy.
Nel settore luxury good, l’Europa ha il primato delle vendite (40%), seguita dagli Usa (28%), e dal Giappone (18%). Anche il resto dell’Asia ha un ruolo di rilievo (14%), grazie al contributo della Cina. Il ready to wear è la categoria “prediletta” nel comparto, con una quota del 26%, inseguita da pelletteria e accessori (17%), vini e liquori (15%), fragranze e cosmetici (entrambi con una porzione del 12% sul totale).
“L’appetito per le griffe che si sta manifestando tra alcune categorie di consumatori quali i giovani, i nuovi ricchi e i big spender - ha spiegato Paola Durante – è uno dei i principali fattori che sta favorendo la crescita in corso. Fondamentali, anche, il crescente tasso di innovazione di prodotto e la maggiore concentrazione del settore, misurata dal fenomeno delle fusioni e acquisizioni”. “Una delle strategie che può andare a penalizzare le società è l’espansione del network retail, che aumenta la ciclicità del business - aggiunge -. Un crollo generalizzato della domanda, in questo caso, ha un impatto elevato sull’operatività di un’azienda”.
Gli indicatori di crescita economici esaminati da Merrill Lynch fanno ben sperare anche per il 2006, almeno nei primi mesi. Tra gli elementi che portano a presumere un’ulteriore ripresa vi sono anche le possibilità di un rafforzamento del dollaro e dello yen, la ripresa del fattore “feel good” (indicatore della propensione ad acquistare beni di lusso) e un aumento dei flussi turistici, trainato dalla Cina. “Il Wto ha stimato che nel 2010 saranno 50 milioni i cinesi in giro per il mondo pronti ad acquistare beni di lusso, destinati a raddoppiare in 10 anni. Risale al 2002, inoltre, il sorpasso del Giappone da parte della Repubblica Popolare: nel 2008 il flusso turistico cinese sarà 2,5 volte quello nipponico. Tra tre anni anche la Russia supererà il Sol Levante, di 1,5 volte.
Chi riuscirà a conquistare un vantaggio competitivo? Secondo gli analisti della banca d’affari le aziende che perseguono il concetto di “super brand” e che riusciranno a creare prodotti “icona”. La qualità “verticalizzata” (da monte a valle, nella produzione) si riconferma tra i fattori chiave del successo del lusso. Il resto lo fa l’esclusività unita alla distribuzione selettiva.
e.f.
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