Il nuovo calendario delle sfilate domenica sera o lunedì. Ma trapelano indiscrezioni

Ancora nulla di fatto dopo la riunione blindata di ieri pomeriggio dei consiglieri della Camera Nazionale della Moda: "Per il momento non c'è niente da dire - dichiara il presidente Mario Boselli -. I lavori sono in corso". Per avere il nuovo calendario delle sfilate (nella foto la passerella di Blumarine alla scorsa edizione di Milano Moda Donna) occorrerà aspettare domenica sera o lunedì: ma trapelano le prime indiscrezioni.
Questa volta non si tratta dello Yom Kippur. “Tutta colpa della signora Wintour - spiega sconfortato Boselli -. Scavalca tutti e chiama direttamente gli stilisti”. Secondo la ricostruzione del presidente della Camera, il direttore di Vogue America avrebbe invitato le griffe a concentrare le passerelle in pochi giorni, perché nella prima settimana di marzo l’attenzione della stampa americana sarà monopolizzata dalla consegna dei premi Oscar. La stessa richiesta il direttore di Vogue l’avrebbe fatta ai francesi, ma a Parigi questo non ha provocato nessuno scompiglio.
Invece a Milano, così come era già successo in passato, le decisioni già prese - con le passerelle ben ritmate su sette giornate dal 24 febbraio al 2 marzo – sono state rimesse in discussione a meno di 20 giorni dall’inizio della fashion week: molte maison vogliono infatti spostarsi sui tre giorni in cui Anna Wintour sarebbe a Milano, ovvero il 26, 27 e 28 febbraio, venerdì, sabato e domenica. Sul week-end potrebbero quindi pigiarsi ben 43 sfilate sulle 80 in programma, con inevitabili sovrapposizioni e ritardi.
Secondo quanto riportato dalla stampa, Prada si sposterebbe dal 25 alla sera del 26, ma la giornata più penalizzata sarebbe il lunedì 1 marzo, abbandonato (ma anche qui il condizionale è d’obbligo) da Dolce & Gabbana (per la domenica), Giorgio Armani, Fendi e John Richmond (che traslocherebbero sul sabato) ma pure dalle linee giovani Versus (che si posizionerebbe sulla domenica) e C’n’c Costume National (che andrebbe a venerdì), determinando un prevedibile effetto domino: Versace, per esempio, la cui sfilata sarebbe domenica, preferirebbe la data un po’ meno inflazionata di venerdì. Ancora in sospeso le collocazioni di Ermanno Scervino e Roberto Cavalli, che secondo rumor potrebbero prestarsi a risollevare le sorti del bistrattato lunedì: altrimenti, senza nomi di primissimo piano, il penultimo giorno della kermesse rischia di essere trascurato anche da stampa e compratori, con ricadute negative sulla coda di martedì 2.
Dell’ultimissima ora la notizia, non ufficiale e quindi tutta da verificare, che Fendi si sia dichiarato disponibile ad “aprire” il calendario dei big, rafforzando la giornata del 25 con un grande nome come Prada. Per avere certezze occorrerà aspettare domenica sera o lunedì: alla Camera si lavorerà durante il fine settimana per ridare una fisionomia accettabile al calendario. E non sarà un lavoro semplice.
c.mo.
stats