Il rientro di Gas a Pitti Uomo: la ristrutturazione scommette sul prodotto e sulla razionalizzazione

Con un grande stand situato all’ingresso del salone, presso i Magazzini del Teatro, Gas ha fatto rientro a Pitti Uomo dopo anni di assenza. Concluso un momento difficile, è ora di guardare avanti. Alla messa a punto del prodotto, all’eliminazione degli sprechi, alla rivalutazione del wholesale. Ne parla a fashionmagazine.it Claudio Grotto, presidente del gruppo Grotto cui fa capo il brand.
“Abbiamo investito tanto sul retail e ci siamo dimenticati del wholesale. Ecco perché ora siamo qui al salone, perché i nostri agenti hanno bisogno di punti di incontro importanti e di tante novità”, racconta Claudio Grotto. “Negli ultimi anni abbiamo fatto progetti ambiziosi - prosegue -. Abbiamo scommesso sul retail dopo la fase di riposizionamento partita nel 2003. Di conseguenza abbiamo creato collezioni sempre più ricche per alimentare questi canali, 120 in totale di cui circa 50 di proprietà, e creato delle strutture tali da consentirci di portare avanti i nostri progetti. L’obiettivo era il raddoppio del fatturato entro il 2010 ma invece è arrivata questa crisi che ci ha portato a rivedere drasticamente i nostri piani”.
Negli ultimi mesi l’azienda di Chiuppano, Vicenza, è dovuta ricorrere alla cassa integrazione straordinaria per 70 dei suoi dipendenti e ha scelto di affidarsi a nuove figure strategiche in vista di una gestione più razionale del business. Da un anno circa, ad affiancare Claudio Grotto c’è Franco Scarpetti con il ruolo di direttore generale. “Accanto a lui ci sono nuove risorse molto valide che operano nell’azienda in vista della riorganizzazione logistica e produttiva”, rivela Grotto, che per il momento non intende fare altri nomi. Ora, dopo un 2008 che si chiuderà a 125 milioni di euro rispetto ai 136,9 milioni del 2007 e ai 151,2 del 2006, si guarda al futuro. A un 2009 ancora in trincea ma a un 2010 di cui si vedranno i frutti della cura.
“Lavoriamo sempre più in direzione della qualità e non della quantità. Basti pensare che con l’uomo abbiamo portato a Firenze una collezione machile di 300 capi rispetto ai 500 del passato – cita come esempio Grotto - mantenendo quell’attenzione al value for money che da sempre ci caratterizza”. I jeans Gas vanno in vendita a partire dagli 89 euro per arrivare a punte di 150/160 euro. Un’offerta oggetto di un forte restyling della parte basica del denim, con meno modelli ma maggiore profondità nello sviluppo dei tessuti, e in cui spicca una linea fatta interamente in Italia. E che scommette soprattutto su una nuova proposta, il Research Denim 001, capsule collection realizzata con denim cimosato interamente termosaldato in vendita a un entry price di 220 euro. Nel 2009, inoltre, a fare compagnia all’abbigliamento ci saranno delle estensioni con prodotti complementari che al momento restano top secret.
Anche per la distribuzione, razionalizzazione è la parola imperante. “Per quanto riguarda i plurimarca, l’obiettivo è scendere a 500/600 clienti per l’uomo e per la donna rispetto a quelli attuali - spiega Grotto -. Mentre per i monomarca non esito a dire che gli spazi che non arrivano al break even saranno chiusi”.
Sul fronte dei mercati internazionali, continuano gli investimenti. In Giappone è stato stretto un accordo per rafforzare il wholesale, in Polonia è imminente la sigla di un’intesa mentre si punta al consolidamento in Romania e Bulgaria e al rafforzamento del Nord Europa. Senza naturalmente trascurare mercati imprescindibili come Spagna e Germania. Nel corso di quest’anno, infine, si prevede un ingresso deciso nei Paesi del Golfo.
c.me.
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