Il rilancio di Evisu: collezioni più mirate e una marcia in più nella distribuzione

Meno collezioni, l'attenzione a un prodotto più adatto al pubblico europeo ma anche statunitense, i fit rinnovati, le licenze, il controllo della distribuzione, il trasferimento del quartier generale da Hong Kong a New York: il nuovo ceo Scott Morrison (nella foto) lavora al rilancio di Evisu e prevede di sbarcare a Los Angeles e New York con due monomarca, nel contesto di un più ampio progetto di espansione.
A Pitti Uomo per presentare la nuova licenza di borse con Mandarina Duck, Scott Morrison ha sottolineato l’importanza di lavorare sul prodotto: “Dalle sette collezioni di un tempo passeremo a tre a stagione con l’obiettivo di dare più focus e direzione alla label". "Ora ci concentriamo sulla main collection, sulla più giovane Evisu Genes e sulla parte fashion denominata Style Craft - ha spiegato -. Parallelamente ampliamo la gamma di lavaggi per un look vintage che si discosterà dall’immagine tipicamente giapponese del marchio”. Sul fronte dei fit, arrivano tre nuove vestibilità più slim e asciutte. Dalla primavera-estate 2010 si ricomincia a lavorare sulla donna, a partire dall’offerta denim.
Anche i negozi sono molto importanti: agli attuali 19, fra Europa e Asia, se ne aggiungeranno presto altri. “Fra i primi step gli Stati Uniti, molto probabilmente New York e Los Angeles il prossimo anno”. spiega Morrison. “L’Italia? Mi piacerebbe molto, forse...”, ha ammesso. Nel nostro Paese, dove l’etichetta è venduta presso 160 clienti, il potenziale è altissimo. “Ci sono almeno altri 50/70 negozi da poter raggiungere”, ha ammesso Nicola Scagnolari, director business development. E, visto che la strategia di rilancio passa anche per il controllo diretto della distribuzione, quest’ultima sarà seguita anche per l’Italia dagli uffici di Amsterdam. La Futurenet, che ha distribuito fino a oggi l’etichetta nel nostro Paese, in Germania, Russia e Medio Oriente, assume ora il ruolo di master agent. Si vedano anche le notizie su fashionmagazine.it del 15 giugno e del 26 maggio scorsi.
c.me.
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