Il settore dell’arredo subisce la crisi e si interroga su come uscirne

"La domanda dall’estero ha segnato un -40% da inizio anno a giugno e per ora non sta cambiando nulla": lo ha detto il presidente di FederlegnoArredo, Rosario Messina, a margine dell’assemblea generale dell’associazione. Qualche segnale di miglioramento viene dall’Italia, con la domanda passata dal -25% del 2008 a un -15% dei primi sei mesi. (Nella foto un momento della scorsa edizione del Salone del Mobile).
“Non chiediamo niente per le imprese del settore, non abbiamo bisogno di assistenzialismo. Chiediamo aiuti ai consumi: in Italia i soldi ci sono, ma la gente è spaventata e non compra”, ha aggiunto Messina.
Su come “Costruire la ripresa” si sono interrogati i partecipanti alla tavola rotonda, moderata dal giornalista Antonio Caprarica, che ha animato la parte pubblica della riunione. Preceduto da un’introduzione del presidente del Censis Giuseppe De Rita, il convegno avrebbe dovuto ospitare l’intervento del ministro dell’Economia Giulio Tremonti che, trattenuto da impegni istituzionali, agli associati di FederlegnoArredo si è limitato a inviare un messaggio, in cui ha ricordato l’importanza del settore manifatturiero nell’economia nazionale.
“Da settembre a oggi abbiamo superato la crisi - ha detto De Rita -. Lo abbiamo fatto grazie al risparmio delle famiglie, alla solidità delle nostre imprese e delle nostre banche, poco esposte agli eccessi della finanza creativa: abbiamo retto per questi fattori. A partire dal prossimo settembre dovremmo ricominciare a correre, ma forse è proprio l’esserci adattati allo stato di crisi che ci blocca”.
Nel corso della tavola rotonda è emersa, del resto, ancora una visione negativa della situazione economica da parte degli imprenditori. Si è parlato del piano casa e del decreto legge a sostegno delle imprese varato dal Governo, ma vari interventi hanno evidenziato perplessità su singoli punti delle iniziative.
A conclusione dell’incontro il presidente Messina ha auspicato un ruolo più attivo da parte dell’associazione nell’orientare le scelte governative, troppo spesso dettate da meri interessi di parte. “Abbiamo bisogno di un prodotto politico nuovo. Per questo - ha aggiunto un agguerrito Messina - dobbiamo andare lì in blocco e farci ascoltare”.
e.a.
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