Il talento di Giles Deacon trionfa tra montagne di piatti rotti

Il talento del designer inglese Giles Deacon è entrato ieri sera negli spazi della Richard Ginori a Sesto Fiorentino non solo per mostrare, attraverso otto montagne di piatti rotti - sculture in fibra di vetro perché sarebbe stato troppo costoso usare vere porcellane - che la moda fa sempre un ottimo matrimonio quando prende come riferimento l’arte, in questo caso i lavori di Schnabel, ma che c’è ancora spazio per la creatività.
Lo stilista che disegna Giles e si fa produrre dalla Castor, ha presentato i pezzi più significativi della sua pre-collezione per il prossimo autunno-inverno. Anticipazione di quella che sarà la prossima sfilata a Parigi.
“Quando sono venuto a Firenze per scegliere la location, avrei potuto sicuramente optare per uno dei meravigliosi palazzi di questa città. Ma sono rimasto affascinato da uno spazio industriale del 1700, perfetto per mettere in scena una collezione molto grafica”, diceva infatti il designer che ha lavorato per Bottega Veneta e Gucci e che disegna una capsule collection per Fay, prima di mostrare stampe tridimensionali e jacquard sviluppate sul tema delle graffette, delle tenaglie e dei bulloni.
Le quindici modelle che animavano l’allestimento sembravano a loro volta opere d’arte vestire di abiti in seta stampa tenaglia nero e arancio o con il tailleur in seta jacquard grigio e nero con disegno di graffette.
L’ospite speciale di Pitti W, ha fatto vedere il meglio della sua pre-collezione che si compone di oltre 90 pezzi ed è corredata da divertenti accessori. “Lavorare con Castor mi ha dato la possibilità di accedere a sofisticati processi tecnologici che prima non conoscevo e di realizzare prodotti per me inediti” ha spiegato Giles dichiarando di ammirare il sistema produttivo italiano e di apprezzare particolarmente stilisti come Donatella Versace, Miuccia Prada e tra i maestri, Capucci.
l.se.
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