Il tessile italiano recupera grazie ai Paesi extra-Ue

Nel corso della conferenza stampa di apertura di Milano Unica, Paolo Zegna, presidente della manifestazione e vicepresidente di Confindustria, ha presentato i dati del tessile relativi al 2007, che vedono un leggero incremento del fatturato: +1,8% sul 2006, per un valore di 9.267 milioni di euro. E, a fronte di un export totale in calo dell’1,4%, Zegna ha posto l’accento sull’incremento dei mercati extra-Ue (+2%), che va a mitigare la flessione dei mercati tradizionali dell’Unione, che perdono un vistoso 4,2%.
La Germania continua a essere il principale mercato di sbocco per l’Italia (anche se con una contrazione dei consumi), seguito da Cina e Hong Kong, che crescono superando la Francia, che segue in terza posizione. La Russia comincia ad apparire tra gli acquirenti di tessuti e un buon interesse è stato dimostrato anche dalla confezione made in Italy (+16%). “I paesi extra-Ue – ha detto Paolo Zegna – assorbono quasi il 50% delle nostre esportazioni e questo dato imporrà il ridisegno di nuovi rapporti e nuovi equilibri”.
Michele Tronconi, presidente Euratex e vicepresidente vicario di Smi, è intervenuto a questo proposito auspicando “la definizione di regole, con attenzione ai rapporti internazionali per facilitare il traffico delle merci”. A proposito del blocco delle trattative del Doha Round, Tronconi ha commentato l’insuccesso con “l’incapacità di gestire uno sviluppo multilaterale, nonostante la forza con cui il Governo italiano abbia sottolineato le istanze dell’industria italiana”.
Una delle novità legate alla Cina, “il supermercato del mondo” come l’ha definita Tronconi, è l’apertura imminente a Shanghai di un ufficio Smi per supportare le aziende che vogliono sviluppare il business in quel Paese. “Ma oltre a una buona politica commerciale – ha continuato Tronconi - in Italia abbiamo bisogno di una buona politica industriale, con una riduzione dei costi di produzione, perché l’industria non può vivere solo di prodotti di nicchia”.
Secondo Adolfo Urso, sottosegretario del Ministero per lo Sviluppo Economico, “l’Italia è una squadra che vince all’estero e perde in Italia per problemi strutturali e di crisi interna”. Secondo Urso, “è necessaria una forte azione di lobby politica e industriale prima di riprendere le trattative interrotte del Doha Round e bisogna incalzare l’Europa per realizzare accordi bilaterali tra Paesi”.
Dopo l’apertura istituzionale, Milano Unica ha presentato i vincitori del “Fashion Details Award 2008”, un concorso indetto dalla Federazione Industriali Tessilivari che ha visto protagonisti gli studenti del terzo anno del Corso di Laurea in Design della Moda del Politecnico di Milano. “Una cerniera tra formazione e impresa”, l’ha definito Giorgio Giardini, presidente di Tessilivari, mentre Rietta Messina, direttore della Federazione l’ha qualificato come “un momento di cultura per coinvolgere i giovani nella conoscenza di pizzi, merletti, piume, nastri e zip”. Un premio alla carriera è stato poi conferito ad Anna Molinari, che ha ricordato di essere stata premiata, appena ventenne, come giovane stilista da Beppe Modenese.
Il terzo momento importante dell’inaugurazione di Milano Unica ha riguardato la presentazione della nuova politica di marketing dell’Awi (Australian Wool Innovation), proprietaria del marchio Woolmark, per riposizionare verso la fascia alta il fortunato marchietto con il piccolo gomitolo che fu ideato dall’italiano Francesco Saroglia negli anni Sessanta e che ora è stato modernizzato insieme a cartellini e pendagli.
In sostanza, come ha spiegato Fabrizio Servente, responsabile dell’Awi Italia, “si passa da un marchio di certificazione della fibra a un marchio di certificazione di qualità”. “Tutto questo - ha spiegato Robert Langtry, senior strategic advisor di Awi - avviene con un importante investimento (120 milioni di dollari australiani nei prossimi 3 anni) da parte del governo australiano e degli allevatori che fanno capo ad Awi”. L’iniziativa è finalizzata a informare i consumatori sulle qualità intrinseche di una fibra naturale, sostenibile e biodegradabile, e a incoraggiare gli allevatori a non abbandonare l’attività. Awi sarà dunque parte attiva nell’organizzazione di un’informazione capillare presso i punti vendita e presso i consumatori attraverso spot, filmati e workshop. Il marchio del gomitolino di lana (molto conosciuto e apprezzato secondo un’indagine in tutto il mondo) sarà affiancato dalla dicitura “Superior Merino” per la fascia media di prodotto e “Superior Merino Blend” per la fascia più basica. Solo un ristretto gruppo di selezionati operatori del settore, tra filature e tessiture, dopo severe valutazioni, potrà fregiarsi del marchio “Australian Merino” dedicato all’high fashion.
m.f.
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