Imprese e sindacati del tessile-abbigliamento siglano documento da sottoporre al governo

E' stato firmato ieri - da Sistema Moda Italia, Associazione tessile e Tessilvari sul fronte delle imprese e da Femca Cisl, Filtea Cgil e Uilta Uil su quello dei sindacati - un documento congiunto di politica industriale, da sottoporre al governo in vista della Finanziaria 2005, ma che individua anche, a più lungo termine, le linee di azione da perseguire per il rilancio del tessile-abbigliamento made in Italy.
Le imprese, si legge nel documento, necessitano soprattutto di interventi di politica industriale efficaci e coordinati, con l’obiettivo di agevolarne le iniziative volte alla messa a punto di nuovi prodotti, allo sbocco su nuovi mercati, all’ottimizzazione dei costi di produzione e a sostegno dell’aggregazione e della crescita dimensionale.
Per agevolare l’integrazione fra aziende e supportarne lo sviluppo, si chiedono incentivi fiscali e facilitazioni per l’accesso al credito e ad altri strumenti finanziari, come venture capital e prestiti partecipativi.
Per il sostegno del made in Italy, si ribadisce la necessità di introdurre l’obbligo di etichettatura di origine e, in prospettiva, di un sistema di tracciabilità dei prodotti. A questo va aggiunta l’intensificazione della lotta alla contraffazione, alle frodi e al dumping sociale, con maggiori controlli alle dogane.
Su questo specifico tema, va sostenuto, secondo imprese e sindacati, l’avvio del forum Ue-Cina, finalizzato a verificare l’origine dei prodotti a basso costo cinesi e a monitorare costantemente quantità e qualità dei flussi di merci esportate dal grande Paese asiatico.
Per incentivare l’innovazione, infine, l’attività creativa – sostiene il documento – va riconosciuta come attività di ricerca e di conseguenza si richiede che le agevolazioni per realizzare i campionari vengano confermate e aumentate.
e.a.
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