In Bocconi per un check up della moda e del lusso

Luxury check up: riuscirà il lusso a svilupparsi con i soli nuovi mercati? È il tema di cui si è discusso oggi all'annuale Milano Fashion Global Summit presentato da Class Editori, The Wall Street Journal, Sda Bocconi e Cnmi, con lead sponsor Merrill Lynch. Ad avviare i lavori Mario Boselli, con numeri che fanno ben sperare, nonostante tutto: il saldo commerciale della moda si prepara a chiudere il 2008 con un attivo di 18 miliardi di euro, da un valore inferiore ai 17 miliardi del 2007.
Il presidente della Camera ha ribadito che in favore dell'Italia, “fabbrica dell'alto di gamma nel mondo”, giocano fattori come il rafforzamento del dollaro, la Cina “che fa un po' meno paura”, le pratiche di dumping che vanno verso un calmieramento e la riallocazione delle produzioni. “Ora auspichiamo che continui il sodalizio virtuoso, d'amore e d'interesse, tra banche e sistema produttivo”, ha concluso Boselli.
Certo è che l'intensità della recessione non è ancora nota ma è altrettanto vero che non si avrà una grande depressione come quella degli anni Trenta, come ha sostenuto Fabrizio Onida, presidente di Cespri presso l'Università Bocconi. “Basti pensare alle risorse messe a disposizione dai Governi e alla mole degli interventi pubblici a garanzia di finanziamenti (non ultimi quelli per il salvataggio di Citigroup, ndr) - ha spiegato -. Nel '29, poi, i giochi non erano cooperativi, mentre oggi il G20 segnala la tendenza a una governance globale. Inoltre, il sistema di cambi è più flessibile e non si prospetta un ritorno al protezionismo”. Ma perché il rifinanziamento alle imprese non riparte? “Il mercato del credito non recupererà, finché non avverrà un corretto pricing dei titoli 'tossici', ha risposto Onida. A tal proposito Andrea Pellegrini, responsabile dell'investment banking di Merrill Lynch in Italia, ha ricordato che i toxic asset ammontano a 55 trilioni di dollari, pari a tre volte il Pil Usa e a 20 volte il debito pubblico italiano. “Questa crisi è interamente finanziaria e nulla ha toccato nei fondamentali delle aziende - ha precisato Pellegrini -. Le banche d'affari sono vittime della loro stessa avidità: ora dovranno ritornare all'industria e fare finanza vera alle aziende”.
Nel suo intervento, Giovanni Bozzetti, alla guida del Comitato Lombardia per la Moda, ha a sua volta dichiarato che le banche hanno il dovere di sostenere le Pmi. “Dal canto suo, il Comitato ha appena definito i bandi per veicolare allo scopo 25 milioni di euro (75 milioni su base triennale, ndr), 22 dei quali destinati a innovazione, manifestazioni ed eventi”, ha anticipato. Una serie di iniziative promozionali all'estero (prossimi step Miami e il Messico) è, inoltre, in cantiere per “Made in Milano”, il “cappello” sotto il quale sono ricondotte tutte le manifestazioni fieristiche della moda nel capoluogo lombardo (da quelle della Cnmi a quelle di Pitti, dal Micam al Mipel fino al Mifur). Sono previsti, inoltre, supporti alle imprese che vogliono impiegare figure artigianali al loro interno, iniziative per la lotta alla contraffazione, nonché una piattaforma della scuola (ulteriori dettagli saranno forniti giovedì prossimo alla conferenza stampa su “Made in Milano” a Palzzo Bagatti Valsecchi).
e.f.
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