In Russia: scenari del dopo-crisi

Il mercato dell’abbigliamento e dei tessuti in Russia è stato oggetto di un’approfondita ricerca presentata dall’Ice oggi a Milano. La crisi in corso - sembra che si sia toccato il fondo in aprile - produrrà non pochi cambiamenti. Resta comunque una certezza: il Paese, scarsamente manifatturiero, non può fare a meno dei prodotti italiani. Fondamentale però agire con tempestività.
“Un quarto delle esportazioni italiane in Russia è rappresentato dal tessile-abbigliamento - ha esordito Pier Paolo Celeste, direttore dell’Ice di Milano -. Un interscambio che nel primo bimestre 2009 ha comunque messo a segno un +9% in valore, mentre a livello quantitativo si à registrata una flessione: a dimostrazione che il made in Italy dovrà concentrare la sua offerta sulla fascia alta del mercato”.
“D’altra parte, anche se con le difficoltà attuali, la Federazione resta fortemente dipendente dall’estero per tutti i manufatti - ha sottolineato Roberto Pelo, direttore dell’Ice Mosca -. Nella fattispecie, l’85% dell’abbigliamento e dei tessuti venduto nel Paese è d’importazione”.
“In ogni caso - ha aggiunto Pelo - sembra proprio che il fondo sia stato toccato nel secondo bimestre dell’anno. Già da maggio si sono, infatti, evidenziati segnali di stabilità, seppur al ribasso, e l’inizio di una fase di assestamento. Per ottobre prevedo una ripresa e l’ultimo trimestre 2009 dovrebbe essere positivo, al punto che probabilmente l’anno si chiuderà con una contrazione del Pil solo del 3-3,5%”.
L’ampia e approfondita ricerca sul settore commissionata dall’Ice a Fashion Consulting Group e presentata da Anna Lebsak-Kleimans ha ampiamente sviscerato le dinamiche del tessile-abbigliamento su questo mercato, affrontando anche l’ostico argomento dei dazi doganali.
Sul numero 1717 di Fashion, dedicato alla Russia e in uscita il prossimo 24 luglio, presenteremo una sintesi di questa indagine: val la pena intanto di riflettere su una frase chiave di Lebsak-Kleimans: “Se questa crisi non ci fosse stata, avremmo dovuto inventarcela”. Come dire che di un po’ di selezione e di ripensamento delle dinamiche, non solo distributive, ce n’era proprio bisogno.
e.c
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