In passerella a Firenze, il bambino secondo Fendi

Tutto esaurito stamattina alla Sala della Ronda della Fortezza da Basso di Firenze, dove è in corso Pitti Immagine Bimbo, per l'atteso debutto in passerella del childrenswear di Fendi (nella foto), affidato in licenza alla Simonetta di Jesi (Ancona). La collezione è disegnata da Silvia Venturini Fendi, presente allo show. "Quello che voglio - ha detto - è un bambino che non sia un replicante di mamma e papà".
"Per questo - ha proseguito - ho creato proposte all'insegna del bel gusto italiano, lontane anni luce sia da un'immagine alla Walt Disney, sia dagli adulti in miniatura".
La partnership con Simonetta rientra nell'intento di ribadire una storia tutta made in Italy. "Si tratta da sempre di una realtà di riferimento per il settore - ha precisato Silvia Venturini Fendi - che esprime in modo forte una cultura radicata nel nostro Paese".
Se l'abbigliamento è stato affidato all'azienda marchigiana e le scarpe ai licenziatari con i quali quest'ultima lavora, gli accessori vengono invece seguiti direttamente dalla maison, che per questa nuova linea punta a una distribuzione selettiva, partendo dai monomarca più grandi.
Perché investire proprio ora sul settore under 14? "Per ribadire che Fendi è un marchio di lifestyle - ha risposto la stilista -imprenditrice - e non avrebbe potuto mancare questo tassello".
In pedana è andata in scena una sintesi di bon ton, semplicità e ricercatezza: tra i capi clou per la bambina, in primo piano numerosi abiti in diverse fogge, spesso con corpini ricamati e lavorati a punto smock, sempre molto freschi e bene accessoriati. Per il maschio si è delineato un look casual chic, con giacche e pantaloni in lino e cotone micro-spigato, dosati accenni al militare e una grande cura dei dettagli, come il "fil jaune", il "giallo Fendi" tipico del brand, che ricorre nelle rifiniture e nei minuscoli ricami.
Silvia Venturini Fendi si è cimentata anche nel neonato e nel baby, terreno fertile per esercitarsi sul fatto a mano e su una sartorialità che si estrinseca, per esempio, nei mini-abiti con giacca e pantalone, alternati a capi più informali come le salopette in denim e i bomberini in cotone. Il logo compare su T-shirt, cappelli, scarpe, ma mai in dimensioni esagerate. "I piccoli troppo logati non sono nelle mie corde", ha chiarito la designer.
a.b.
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