In uno studio di Smi il quadro ancora incerto dei settori abbigliamento-maglieria-calzetteria

I dati resi noti oggi dall’Area Centro Studi di Sistema Moda Italia confermano che la produzione nei settori abbigliamento-maglieria-calzetteria ha continuato a decrescere anche nell’ultimo trimestre del 2003. Eccezion fatta per la parte realizzata all’estero (+1,5%), il calo tendenziale dell’attività produttiva in Italia (che rappresenta oltre i quattro quinti dell’offerta complessiva) è superiore al 2%.
In questo contesto, impulsi espansivi sono giunti in parte solo dalla domanda estera (+2,2%), mentre il fatturato realizzato nel nostro Paese ha continuato a perdere terreno per il settimo trimestre consecutivo, condizionando anche i livelli occupazionali che, nella media del 2003, hanno accusato una flessione del –1,7%.
Qualche segno positivo arriva dalle prime indicazioni sul sell-in dell’autunno-inverno 2004/2005: almeno per i mercati esteri, le 250 aziende del campione utilizzato da Smi segnalano un andamento incoraggiante (+1,3% a prezzi costanti la previsione formulata a inizio campagna), nonostante l’incidenza negativa del rafforzamento dell’euro rispetto al dollaro Usa e alle principali divise asiatiche. Sul mercato interno non emergono invece dati tali da far intravedere un’inversione di tendenza.
Lo studio di Sistema Moda Italia dà indicazioni, inoltre, sull’evoluzione recente della struttura produttiva del comparto abbigliamento-maglieria-calzetteria. La quota di produzione delocalizzata è risultata lo scorso anno del 17,2%, quattro punti percentuali in più rispetto al 1999. Tuttavia se si considera solo l’ultimo biennio, caratterizzato dalla fase recessiva più intensa, i dati evidenziano in parte un ripensamento delle strategie di delocalizzazione produttiva.
Fra il 2002 e il 2003 la aziende hanno ridotto, infatti, dal 18,9 al 17,2% la quota di produzione realizzata all’estero (stabile al 40,1% si è mantenuta invece la parte affidata in conto terzi sul territorio nazionale). La spiegazione sarebbe da ricercare, secondo i ricercatori di Sistema Moda Italia, nel ruolo cruciale giocato dalle sempre crescenti richieste di velocità, contenuto moda e servizio determinte dal difficile momento di mercato. Si sarebbero, infatti, moltiplicate, da parte del retail, le domande di produzione di piccoli lotti e di rapidi assortimenti in stagione, aspetti che presuppongono un know-how ancora molto difficile da trovare al di fuori dei confini nazionali.
e.a.
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